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di AMDuemila
Per i magistrati di Catanzaro Galati era il “politico di riferimento della cosca”

L’ex parlamentare di Forza Italia Pino Galati è accusato di concorso esterno con la ‘Ndrangheta. È una delle novità che è venuta alla luce dall’avviso di conclusione indagini notificato ieri, su richiesta della Dda di Catanzaro, dalla Guardia di Finanza ai 22 indagati dell’inchiesta “Quinta Bolgia” che nel novembre scorso portò all'arresto di 24 persone tra le quali lo stesso Galati, posto ai domiciliari. Il suo provvedimento fu poi annullato dalla Corte di Cassazione. L’operazione aveva fatto emergere come le ‘ndrine di Lamezia Terme avessero il monopolio di molti servizi all’interno dell’ospedale, di fatto occupato militarmente dalla ‘Ndrangheta attraverso i gruppi Putrino e Rocca.
Un controllo reso possibile, secondo i magistrati della Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri ed i finanzieri del Comando provinciale del capoluogo e dello Scico di Roma, dalla compiacenza del management dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ed all'aiuto di due politici, Galati e Luigi Muraca, componente del Consiglio comunale di Lamezia sciolto nel 2017 per infiltrazioni mafiose. Per l’accusa erano questi ultimi due l'anello di congiunzione tra il contesto 'ndranghetistico e la dirigenza dell'Asp di Catanzaro.
Galati è accusato di essersi attivato in più occasioni a favore della cosca Iannazzo-Cannizzaro-Daponte e del sottogruppo Putrino, profondendo "il suo impegno politico per l'assegnazione di gare, appalti o posti di lavoro, soprattutto nel campo sanitario, ma anche presso la Sacal", la società di gestione dell'aeroporto di Lamezia Terme, "in cambio del costante impegno elettorale da parte degli esponenti della cosca a procurare più voti possibili ai fini dell'elezione, diventando sostanzialmente il politico di riferimento della cosca". Dalle indagini è emerso che gli Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, grazie ai loro sottogruppi, avrebbero avuto il controllo della fornitura di ambulanze sostitutive del 118, oltre che dei servizi di onoranze funebri, della fornitura di materiale sanitario, del trasporto sangue e di altro ancora.
Per i magistrati quello tra l’ex parlamentare e la ’ndrina era un “legame privilegiato” con “taluni esponenti di rilievo della cosca e, in particolare, con la famiglia Iannazzo”. I contatti di Galati erano “soprattutto con Vincenzino Iannazzo, detto il “moretto”, oltre che con Pietro Putrino e con Muraca. Dunque, per l’accusa Galati “forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, di natura materiale e morale, avente un’effettiva rilevanza causale nella conservazione o nel rafforzamento delle capacità operative dell’associazione”.

Foto © Imagoeconomica

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