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20190219 demi auto sequestro diadi AMDuemila
Secondo la Sezione di Prevenzione sarebbe legato alle cosche dei De Stefano e Libri

Oltre 20 milioni di euro. E’ questa la somma di denaro sequestrata questa mattina dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria che ha eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della Dia e della locale procura distrettuale antimafia - nei confronti di Angelo Emilio Frascati, 62 anni reggino, noto imprenditore nel settore della grande distribuzione alimentare e del commercio di autovetture.
Le indagini patrimoniali della Dia hanno accertato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati, idonei a dimostrare, secondo i giudici della Sezione Misure di Prevenzione, che gli stessi siano da “’ritenersi’ ‘geneticamente’ viziati e non considerabili”.
Secondo la Sezione di Prevenzione, che ha riconosciuto la sua “pericolosità sociale”, Frascati sarebbe a stretto contatto con la ‘Ndrangheta. Rapporto risultato all’interno del procedimento "Fata Morgana" (poi confluito nel processo “Gotha”), nel quale l’imprenditore è stato arrestato nel 2016. In quel contesto, gli inquirenti gli hanno contestato di aver fatto parto della cosca Libri, che dopo la guerra di mafia, sarebbe diventato l’espressione della ‘Ndrangheta del settore imprenditoriale. Non solo. Anche di aver turbato il regolare svolgimento delle pubbliche gare nell’affare che consentiva ad un altro imprenditore, Giuseppe Chirico, di inserirsi nel consorzio dei commercianti del centro commerciale “La Perla dello Stretto” di Villa San Giovanni (RC). Per questa vicenda, è stato condannato in primo grado a 13 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa e turbata libertà degli incanti, aggravata dal metodo mafioso. A confermare le vicende sono stati numerosi collaboratori di giustizia (Antonino Fiume, Consolato Villani, Roberto Moio, Mario Gennaro, Santo Siclari, Claudio Candeloro Ficara e Cosimo Virgiglio) che lo hanno indicato come espressione di una delle cosche più alte di ‘Ndrangheta, quella dei De Stefano. Tale vicinanza emergerebbe anche dalle indagini dei procedimenti “Recherete” e per quanto riguarda la vicinanza al sodalizio Libri dall’inchiesta “Roccaforte”.
Il patrimonio sequestrato oggi consiste in 11 aziende, di cui 10 società di capitali ed una società in accomandita semplice, 4 per l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale (Prima Reggio Distruzione srl, P.R.D. srl, Demi Auto 2 srl e Demi Auto Serices srl) e le altre 7 solo per le quote riconducibili a Frascati. Tutte le società hanno sede a Reggio Calabria tranne una che ha sede legale a Rende (CS). Le aziende sono attive nei settori della grande distruzione alimentare (Parma Reggio Distribuzione srl, G.S. srl, Efferre Distribuzione srl), del commercio automezzi (Demi Auto srl, Demi Auto srl, Demi Auto Services srl), delle costruzione (C&C Costruzioni srl, Costruzioni Generali di Giuseppe Giacomo Calabrò & C. Sas), immobiliare (Reghion immobiliare srl) e sale da gioco (Reggio Games srl). Inoltre, ci sono 20 immobili per l’intera proprietà o in quota, che fanno parte del patrimonio personale dell’imprenditore e dei suoi familiari e disponibilità finanziarie in fase di quantificazione.

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