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carabinieri notte1di AMDuemila
In azione due killer incappucciati, su vittima 30 colpi calibro 9
Trenta colpi di pistola calibro 9. Tanti sono i proiettili scaricati contro Marcello Bruzzese, 51enne originario della Calabria e fratello del collaboratore di giustizia Girolamo, ucciso ieri per le vie del centro storico di Pesaro. La loro non è una famiglia di boss, ma nella gerarchia della 'ndrangheta, fino agli anni Novanta, vantavano un posto di rango. Il padre Domenico era il braccio destro del potentissimo boss Teodoro Crea, padrone incontrastato dell'economia, della politica e dell'amministrazione di Rizziconi, nella Piana di Gioia Tauro. 
Il fatto è avvenuto ieri, nel giorno di Natale, attorno alle 18:30, quando due killer incappucciati hanno atteso che parcheggiasse l'auto in garage nella stretta via Bovio, dove abitava con la famiglia da tre anni in quanto sottoposto ad un programma di protezione, per scaricagli addosso la raffica di colpi. Almeno quindici quelli andati a segno mentre stava scendendo dalla macchina ed altri venti i bossoli recuperati a terra.
L'uomo era già scampato a un agguato nel 1995 a Rizziconi in provincia di Reggio Calabria in cui morirono il padre Domenico e un cognato, marito di una sorella, mentre lui rimase gravemente ferito.
Il collegamento tra la parentela di Bruzzese con il pentito e l'omicidio non è ancora chiaro. A coordinare le indagini dei carabinieri, insieme ai pm di Pesaro Fabrizio Giovanni Narbone e Maria Letizia Fucci, ci sarà comunque Daniele Paci della Direzione distrettuale antimafia di Ancona che in passato a Rimini si occupò dei delitti della banda della Uno bianca. Nessuna traccia degli esecutori del delitto che hanno agito in maniera molto determinata e poi sono scappati a piedi tra le viuzze adiacenti nella zona a traffico limitato. Al momento dell'agguato la strada era deserta e i negozi chiusi. Anche il vicino ristorante aveva da poco chiuso dopo il pranzo di Natale. I carabinieri completeranno oggi la raccolta delle testimonianze: un'attività complessa perché il delitto sembra non aver avuto testimoni diretti. Qualche indicazione potrebbe venire visionando le telecamere della zona a traffico limitato.
Sconcerto e preoccupazione tra i residenti della zona. Sentendo la serie interminabile di esplosioni, qualcuno aveva pensato all'inizio a ragazzi che si divertivano con petardi in vista del Capodanno, per poi apprendere che si trattava invece di spari. 
In questo momento gli inquirenti procedono contro ignoti per omicidio volontario premeditato con l'aggravante mafiosa.Il Ministro degli Interni Matteo Salvini domani sarà proprio a Pesaro per il Comitato di ordine pubblico e sicurezza che è stato prontamente convocato anche per cercare di capire come sia stato possibile che la località sia stata scoperta. Della sicurezza della persona protetta si occupano speciali nuclei di protezione delle forze dell'ordine che dipendono dal Servizio centrale di protezione del Ministero dell'Interno. 
 

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