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barbaro roccodi AMDuemila
Simbolo dell’infiltrazione della 'Ndrangheta nel cuore di Milano
E' stato condannato a 16 anni di detenzione il boss calabrese Rocco Barbaro, ritenuto il reggente della "Lombarda", l’organo di governo delle cosche calabresi al nord. La condanna riguarda l'intestazione illecita del bar "Vecchia Milano" di corso Europa, a pochi passi dal Duomo di Milano. Secondo l'accusa, rappresentata dal pm della Direzione Antimafia Cecilia Vassena, Barbaro avrebbe acquistato il locale utilizzando un prestanome così da tenere celata la reale proprietà dell’esercizio e la provenienza illecita del denaro. Insieme a lui è stato condannato a due anni anche il nipote, Antonio Barbaro, formale acquirente del bar. Invece, a tre anni di carcere è stato condannato il cognato del boss, Giuseppe Grillo; a quattro anni Fortunato Paonessa, riconosciuto colpevole anche di violenza privata.
Il nome di Rocco Barbaro, 53 anni, detto "U sparitu”, per via dei suoi due anni di latitanza, quando venne poi arrestato a Platì nel 2017 a casa di una delle figlie, venne inserito tra i 30 latitanti più pericolosi. Rocco Barbaro è figlio di Francesco, capo dell'omonima cosca calabrese, che sta scontando in carcere una condanna all'ergastolo per l'omicidio del brigadiere Antonino Marino, avvenuto a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria, nel 1990.
L'operazione 'Missing', condotta dai carabinieri con un blitz il 23 gennaio del 2016, aveva portato all'arresto di sette persone per le accuse di estorsione e intestazione fittizia di beni e aveva fatto emergere gli interessi economici ed imprenditoriali della cosca della 'Ndrangheta Barbaro-Papalia, radicata tra la Calabria e la Lombardia, in particolare a Corsico, nel Milanese. In un altro procedimento, nell'autunno 2016 con rito abbreviato erano già stati condannati Francesco Barbaro, 28 anni, figlio di Rocco, a otto anni, Raffaele Greco a due anni e Domenico Martorano a due anni.

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