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Il reporter indagava sulla 'Ndrangheta
di AMDuemila
Sette mesi sono trascorsi dall'omicidio del giornalista slovacco Jan Kuciak, ucciso assieme alla sua compagna, e finalmente è arrivata una svolta nell'inchiesta sul delitto. Ieri, infatti, in un blitz all'alba, sono stati arrestati il presunto sicario ed i suoi complici e tra questi vi sarebbe anche un ex poliziotto. L'operazione si è svolta in tre località della città di Kolarovo nel Sud della Slovacchia, a 50 chilometri da Velka Maca, il comune dove Kuciak e Martina Kusnirova sono morti a colpi di pistola nella loro casa il 21 febbraio anche se la scoperta dell'omicidio avvenne solo 4 giorni dopo, il 25. Secondo la tv privata Joj all'identificazione delle persone sospettate hanno contribuito le analisi degli indirizzi IP dei computer da cui è emerso che per trovare la casa di Kuciak i sicari avrebbero utilizzato il servizio di Google Street View.
Secondo il sito del settimanale Respekt per giungere all'arresto dei sospettati si sarebbe arrivati anche con il contributo delle riprese del satellite americano che al momento dell'omicidio si trovava sopra il luogo della morte dei due giovani. L'Ambasciata Usa ha però successivamente smentito l'informazione.
La morte di Kuciak ha sconvolto il Paese al punto di creare un vero e proprio terremoto politico con tanto di dimissioni del ministro dell'interno Robert Kalinak, il presidente della polizia Tibor Gaspar e poi lo stesso premier Fico.
Il giornalista indagava sugli affari della 'Ndrangheta nell'Est della Slovacchia e sui contatti tra la malavita italiana e il governo dell'ex premier Robert Fico.
"Spero che si riesca a chiarire questo atto brutale e scoprire il motivo e il committente, affinché questo atto finisca di dividere la nostra società", ha detto il premier slovacco Peter Pellegrini.
Daniel Lipsic, ex ministro dell'Interno e della giustizia ed avvocato della famiglia Kuciak ha definito l'odierna operazione della polizia un importante avanzamento. "Se il passo di oggi è un avanzamento importante nelle indagini focalizzate sugli esecutori dell'omicidio, la seconda fase delle indagini, cioè quella sui mandanti, è ancora più importante", ha detto Lipsic, secondo il quale non si può parlare di successo se non si riesce a identificare e a mandare davanti al tribunale il mandante di questo omicidio premeditato.
Ed è proprio sul dare un volto ai mandanti dell'omicidio che si concentrano le indagini, anche se la polizia e i magistrati coinvolti nell'indagine si trincerano dietro il più stretto riserbo. E per ora le uniche indiscrezioni sono quelle trapelate sui media, secondo cui tra gli otto arrestati ci sarebbe anche un ex investigatore della polizia. Si tratterebbe di Tomas S., un ex investigatore che in passato aveva seguito un corso speciale per le guardie del corpo d'elite all'Agenzia europea per la sicurezza (Esa) in Polonia. Insieme a lui è stato arrestato anche suo cugino, l'ex soldato Miroslav M.

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