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madonna della neve 2016 zungriIntervento dei militari. Già aperto un fascicolo
di AMDuemila
Giuseppe Accorinti, per gli investigatori elemento di spicco dei clan di Zungri vicini ai Mancuso, doveva essere lì ad ogni costo a portare il quadro della Madonna della Neve in processione per le vie del paese. E così, anche se per un breve lasso di tempo, è riuscito ad inserirsi tra i portatori del quadro finché i carabinieri, non appena lo hanno visto fra i portatori, sono intervenuti immediatamente bloccando la processione. Questa è ripresa solo quando Accorinti si è allontanato. Certo è che non ha conti in sospeso con la giustizia (non è ai domiciliari, né sorvegliato speciale) ma se avesse compiuto la sua "missione" fino in fondo, simbolicamente sarebbe stato un gesto davvero eclatante.
Molto probabilmente un modo per dimostrare come il potere mafioso sia in qualche maniera appoggiato anche dalla religione. Un fatto che è già avvenuto anche in altre occasioni in Calabria. Ad esempio nel luglio del 2014 quando, ad Oppido Mamertina, nella Piana di Gioia Tauro, il maresciallo dei carabinieri comandante della locale caserma che coordinava il servizio d'ordine durante la processione della statua della Madonna delle Grazie si allontanò dopo che l'effige fu fatta sostare, in segno di omaggio e di rispetto, davanti la casa del boss Giuseppe Mazzagatti. Il sottufficiale, su quanto accaduto, inviò una dettagliata informativa alla Dda di Reggio Calabria.
Quell'episodio fece scattare l'intervento del Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, che dispose la la sospensione per tre anni di tutte le processioni religiose nella Piana di Gioia Tauro.

madonna della neve 2018 zungri

E poi ancora, negli ultimi anni, in provincia di Vibo Valentia, a Sant'Onofrio ed a Stefanaconi. Nel primo centro, in particolare, "regno" della cosca Bonavota, su disposizione del vescovo, mons. Luigi Renzo, il rito dell'"Affruntata", l'incontro cioè nel giorno di Pasqua tra la Madonna ed il Cristo Risorto, fu "commissariato" per due anni. In occasione di una delle due interruzioni, le statue furono portate dai carabinieri, mentre la volta successiva a sostenere le effigi sacre furono i volontari della Protezione civile comunale, scelti in base ad un sorteggio e dopo un'attenta disamina della loro fedina penale.
Analoga procedura fu seguita per un anno, sempre su disposizione di Mons. Renzo, a Stefanaconi dopo la scoperta della pesanti ingerenze da parte della cosca Patania. Anche in quel caso i portatori furono estratti a sorte tra i volontari della Protezione civile.
Intanto, sull'episodio di ieri sono state già aperte delle indagini.
E nella Locride, sacerdoti imputati in processi di mafia come don Pino Strangio sono stati allontanati dai santuari.
I carabinieri della Compagnia di Tropea hanno ascoltato il parroco di Zungri, don Giuseppe La Rosa, ed alcuni fedeli per ricostruire i fatti, così come altri testimoni che hanno portato fornire un contributo per una ricostruzione dettagliata degli accadimenti per potere poi inviare un'informativa alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

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