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scilari pietrodi AMDuemila
Era anche sospettato di essere autore delle minacce a pm Lombardo
E' morto a Reggio Calabria l'imprenditore edile Pietro Siclari, ritenuto dai magistrati della Dda di Reggio Calabria e dagli investigatori l'imprenditore di riferimento dei boss della 'ndrangheta di Reggio Calabria. Nel febbraio dello scorso anno gli furono sequestrati beni per 142 milioni di euro.
La morte di Siclari - di cui parla il Corriere della Calabria - è avvenuta per cause naturali alcuni giorni fa ed è stata confermata in ambienti investigativi. Attivo nei settori edilizio, immobiliare ed alberghiero, Siclari fu arrestato nel novembre del 2010 e successivamente condannato ad otto anni di reclusione. Al momento era libero. L'imprenditore era sospettato anche di essere l'autore di intimidazioni e minacce compiute ai danni dell'attuale procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, titolare delle inchieste più delicate sui rapporti tra 'ndrangheta, politica e massoneria a Reggio Calabria. Nel 2010, infatti, al magistrato erano arrivati diversi scritti anonimi, accompagnati da proiettili di grosso calibro. Nel primo, quello del 25 gennai 2010, nella missiva era scritto: "Stai attento dottorino a Reggio comandiamo noi non rompere le palle statti con il bambino se non vuoi fare la fine di Falcone – e Borsellino". E nella lettera vi era anche un proiettile calibro 12. Pochi mesi dopo, il 12 maggio, un nuovo messaggio scritto in stampatello: "Sei un morto che cammina carne da macello bastardo hai i giorni contati ultimo avviso». Poi ancora il 4 ottobre 2011 qualcuno lasciò nei parcheggi del palazzo di giustizia un ordigno esplosivo, cui era attaccata una foto di Lombardo. Sul retro, un nuovo messaggio inquietante: "È tutto pronto per la festa". In quegli anni Siclari era detenuto ma secondo gli investigatori gli ambienti autori della minacce erano direttamente relazionate con l'imprenditore, legato con le cosche più influenti e potenti non solo di Reggio ma di tutta la galassia 'ndranghetista quali quelle De Stefano, Libri e Condello.

Fonte: ANSA

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