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papalia roccoLa decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano
di AMDuemila
Il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Ilaria Pia Maria Maupoil, ha accolto la richiesta del pm Adriana Blasco di applicare la misura di sicurezza detentiva della "casa di lavoro", assimilabile al carcere, per il "padrino di Buccinasco", Rocco Papalia, considerato uno dei più importanti capi della 'ndrangheta al nord e scarcerato un anno fa, dopo 26 anni di detenzione.
Secondo il giudice Papalia "versa nelle condizioni per essere dichiarato delinquente abituale" in base allo specifico articolo del codice penale (il n. 103) per via della "incessante prosecuzione e progressione dell'attività delinquenziale (...) palesata dalla commissione di crimini senza sostanziale soluzione di continuità nell'arco di circa 20 anni". Infatti, anche dopo la scarcerazione a pena espiata, Rocco Papalia "non ha saputo dimostrare una presa di distanza dall'ambiente deviato" in cui sono maturati i suoi delitti, è stato "lontano dal rinnegare i legami con gli affiliati alla consorteria mafiosa di appartenenza" e, "lungi dall'esprimere sia un pur minimo segno di pentimento o di pietà per le vittime, si è limitato a riconoscere parzialmente le proprie responsabilità tentando di minimizzare il suo ruolo", nei sequestri di persona per cui è stato condannato o nell'omicidio che ha negato.
Inoltre, nel provvedimento, si mette in evidenza l'alto numero dei reati commessi "gravissimi e di elevato allarme sociale", e che hanno portato a una pena pari a 96 anni e 8 mesi di carcere rideterminati in 30 anni poi scesi a 27 per via dello sconto legato alla liberazione anticipata di cui ha goduto in quanto in carcere Papalia ha avuto una condotta "regolare". Tra gli episodi rilevati anche le numerose violazioni delle prescrizioni imposte dalla libertà vigilata ed anche "l'atteggiamento infastidito, scontroso e minaccioso" suo e della moglie (alla quale nei giorni scorsi è stato anche chiuso un bar sui Navigli) nei confronti di alcuni giornalisti che gli chiedevano conto di un contenzioso aperto con il Comune di Buccinasco. E mentre il suo avvocato si dice pronto a presentare appello intanto resta l'ultima parola del magistrato. Poiché "non è venuta meno la pericolosità (...) intesa come probabilità di reiterazione del reato", al boss sarà applicata la nuova misura di sicurezza detentiva per due anni.

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