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pelle giuseppeLatitante dal 2016 era nascosto in una zona impervia del Reggino
di AMDuemila
Il boss latitante Giuseppe Pelle, appartenente alla potente famiglia di San Luca, un tempo guidata dal padre Antonio detto "gambazza" fino alla sua morte nel 2009, considerato capo strategico e membro dei vertici della ‘Ndrangheta, è stato arrestato dalla polizia in un blitz scattato nella notte a Condofuri, in provincia di Reggio Calabria. Pelle, legato anche alla potente famiglia Barbaro di Platì guidata dal boss ora all'ergastolo Francesco Barbaro, detto "u castanu", per averne sposato la figlia Marianna, era nascosto in una abitazione isolata in una zona impervia alle porte del paese calabrese. Al blitz nelle hanno partecipato 50 uomini della squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia, coordinati dalla Dda reggina. I poliziotti hanno scovato il boss in un'abitazione isolata in una contrada impervia nell'entroterra. Quando è scattato il blitz, all'interno della casa c'erano oltre al boss altre persone. Nessuno di loro ha opposto resistenza. Pelle,58 anni e latitante dal 2016, è considerato dagli inquirenti elemento di spicco delle cosche di San Luca e facente parte della Provincia, uno degli organi di vertice della 'Ndrangheta. Nel luglio 2017, mentre era latitante, è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, nell'ambito dell'inchiesta denominata "Mandamento Ionico", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, per tentata estorsione e illecita concorrenza, aggravate dal metodo mafioso e consistite nell'aver tentato di accaparrarsi i proventi derivanti dall'esecuzione di lavori pubblici in alcuni comuni della Locride tra i quali Siderno, Palizzi, Condofuri e Natile di Careri.
Complessivamente deve scontare una pena residua definitiva di 2 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione per associazione mafiosa e tentata estorsione.

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