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muto francesco da repubblicaGli affari delle famiglie di Cetraro svelati nelle inchieste Frontiera e Cinque Lustri
di AMDuemila
Prende il via domani mattina, nell’aula bunker di Catanzaro, il processo in abbreviato scaturito dalle inchieste “Frontiera” e “Cinque Lustri”.
Tra gli imputati il boss Francesco Muto, 78 anni, detto “il re del Pesce”, rinviato a giudizio lo scorso luglio dal gup distrettuale di Catanzaro, Carlo Saverio Ferraro. Oltre a lui hanno scelto l’abbreviato altri 37 indagati. Secondo gli inquirenti vi sarebbe l’anziano boss a capo della ‘Ndrina che ha soggiogato l’economia locale, monopolizzando il mercato del pesce. Gli affari sono stati ricostruiti grazie a due fronti di indagine.
L'inchiesta "Frontiera", in particolare, scaturita da un troncone dell'indagine sull'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010, aveva portato nel luglio dello scorso anno all'arresto di 58 persone presunte appartenenti alla cosca Muto, indagate per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e illecita concorrenza con violenza e minaccia. Il proseguo delle indagini ha poi portato, lo scorso gennaio, all’emissione dell’ordinanza "Cinque Lustri" che ha consentito di svelare anche gli interessi del clan nel settore imprenditoriale dove avrebbe dato appoggio ad operatori locali con tanto di turbativa di gare d'appalto nel settore pubblico. Inoltre non mancano gli affari nel settore dello spaccio di stupefacenti. Le indagini, condotte dai carabinieri e dalla Guardia di finanza, sono state dirette dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dagli aggiunti Giovanni Bombardieri e Vincenzo Luberto e dai sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera. Il procedimento ordinario, invece, si aprirà il 19 ottobre davanti al collegio penale del Tribunale di Paola. Tra gli imputati che saranno giudicati con questa formula vi è anche l’imprenditore romano, con numerosi interessi in provincia di Cosenza, Giorgio Ottavio Barbieri per essere giudicato sui presunti sistemi illeciti nella gestione degli appalti che avrebbero visto l’intervento del clan Muto a favore dell’imprenditore.

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