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ros carabinieri 2Fermati politici, imprenditori e amministratori della Regione: anche ex assessore Lavoro
di AMDuemila
Arrestati politici, imprenditori e amministratori pubblici della Regione Calabria, insieme a due soggetti contigui alla cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia). E’ l'operazione condotta questa mattina dal Ros insieme al Comando provinciale Carabinieri di Catanzaro e a quello della Guardia di finanza di Vibo, in esecuzione di un provvedimento emesso su richiesta della Dda diretta da Nicola Gratteri. E’ stato emesso anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2 milioni di euro.
I soggetti sono stati fermati con le accuse, a vario titolo, di minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato e abuso d'ufficio. Tra loro anche l'ex assessore al Lavoro della Regione Nazareno Salerno (Forza Italia). L’ex assessore è stato arrestato questa mattina a Verona, dove si trovava per seguire un grosso appalto che la sua impresa di costruzioni si era aggiudicata nei mesi scorsi. Gli altri destinatari del provvedimento sono Claudio Isola, collaboratore di vecchia data dell’ex governatore Giuseppe Scopelliti, l’ex dirigente regionale Vincenzo Caserta, l’ex presidente di Calabria Etica Pasqualino Ruberto, l'imprenditore vibonese Gianfranco Ferrante, il funzionario della sede di Vibo Valentia di Equitalia Vincenzo Spasari di Nicotera, e due soggetti ritenuti espressione dei Mancuso.
L’inchiesta ha fatto emergere l'ingerenza della cosca Mancuso nella gestione dei fondi della comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà, nello specifico la gestione dei fondi del credito sociale. Secondo le attività investigative esisteva un comitato d'affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale 'Credito sociale' indirizzandoli su conti correnti di società private, anche con sede all’estero.
Le indagini sfociate con gli arresti di oggi rappresentano il nuovo capitolo dell'inchiesta su “Calabria Etica”: si tratta della società in-house della Regione Calabria che, invece di occuparsi di progetti di assistenza alle famiglie disagiate, secondo l'accusa era diventata un “assumificio” funzionale a Pasqualino Ruberto, ex candidato sindaco di Lamezia Terme, divenuto presidente di “Calabria Etica” grazie alla nomina di Scopelliti.