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di Miriam Cuccu
Mafia calabrese è leader: Cosa nostra e Camorra si appoggiano alle cosche

Un giro di droga che partiva dal Sudamerica, interamente nelle mani della ‘Ndrangheta. E stroncato questa mattina dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito in Italia 54 fermi per altrettanti soggetti coinvolti nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, scattata in diverse regioni, conclude l’indagine condotta dal Gico del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, firmata dal procuratore Nicola Gratteri, ed ha riguardato anche il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro. Nel corso delle indagini otto tonnellate di cocaina sono state sequestrate in Colombia mentre altri sequestri, di 60-100 chili per volta, sono stati effettuati in Italia ed in Europa.
"Ancora una volta la 'Ndrangheta si dimostra monopolista assoluta del traffico di droga e non si tratta solo di cocaina. – ha detto il capo della Dda di Catanzaro – Nel corso dell'indagine abbiamo sequestrato anche hashish, marjiuhana ed eroina”. Eroina che arrivava anche dall’Afghanistan passando per la Turchia: un’importazione di cui era sempre la ‘Ndrangheta ad occuparsi. L'indagine ha inoltre consentito di ricostruire l’enorme traffico di cocaina proveniente dalla Colombia diretto "nei porti di Gioia Tauro, Genova e Napoli". A volte il carico di polvere bianca faceva “scalo” anche in Spagna e Olanda. Confermato il ruolo di leader ricoperto dalle cosche calabresi nel business della droga: erano loro che, una volta giunto il carico, pensavano a distribuirlo alle altre organizzazioni criminali, Cosa nostra e Camorra comprese, che, ha confermato Gratteri, "ormai si appoggiano alla 'Ndrangheta per comprare le enormi partite di cocaina che poi smerciano sul territorio". La distribuzione degli stupefacenti era attiva anche all’estero: grazie all’Antidroga Britannica, infatti, per la prima volta è stato provato l’arrivo di consistenti quantità di stupefacenti in Inghilterra.
L'operazione, denominata "Stammer", ha visto impiegati oltre 500 finanzieri, con l’ausilio di unità Antiterrorismo Pronto Impiego, di unità cinofile e della componente aerea del Corpo, nelle regioni Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Numerose le perquisizioni. Nelle indagini, oltre ai soggetti arrestati, sono indagati altri 20 personaggi: alcuni di loro, già detenuti per altri motivi, non sono stati raggiunti dal provvedimento.
Le indagini - coordinate dal procuratore Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal sostituto procuratore Camillo Falvo - hanno disarticolato un’organizzazione complessa composta dalle ‘ndrine del vibonese Fiarè di San Gregorio d’Ippona, Pititto-Prostamo-Iannello di Mileto, dal gruppo di San Calogero e dalla più nota ed egemone cosca dei Mancuso di Limbadi. Non mancavano all'appello nemmeno le ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria) e della provincia di Crotone.
Il contatto per contrattare con i cartelli sudamericani era diretto: gli 8mila chili di cocaina sequestrati in Colombia erano stati già stoccati e nascosti in una piantagione di banane non distante dal porto di Turbo. In Italia, invece, nel porto di Livorno, le Fiamme Gialle hanno sequestrato il cosiddetto “carico di prova”: 63 chili di cocaina pura nascosta all’interno di cartoni contenenti banane.
Uno dei progetti del sodalizio criminale, mai effettivamente messo in atto, era il trasporto di ingenti quantitativi di cocaina via aria, con l'aereo, utilizzando come scalo d’arrivo l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, oltre che l’impiego di motonavi con locali tecnici modificati ad hoc per accogliere il carico, da esfiltrare una volta arrivato a destinazione grazie a sommozzatori all’interno di un’area portuale italiana. Le cosche, oltre a godere delle entrature nel mercato sud americano per l’approvvigionamento di cocaina a prezzi bassissimi, erano anche capaci di tessere continui collegamenti con le “piazze” spagnole ed olandesi.
Grazie alla collaborazione della National Crime Agency inglese (N.C.A.), della Polizia Colombiana e del II Reparto del Comando Generale e della Direzione Centrale Servizi Antidroga (D.C.S.A.) per le numerose attività rogatoriali, è stato dimostrato come i trafficanti calabresi ricevevano disponibilità liquide anche da soggetti insospettabili, incensurati, spesso legati ad attività commerciali nel settore della ristorazione e delle strutture ricettive turistico alberghiere, oppure concessionarie di automobili, caseifici, bar e tabacchi, con partecipazioni anche in cantieri navali e aziende agricole, che non disdegnavano di fare affari con le potenti ‘ndrine vibonesi, tramite delle “puntate” per l’acquisto all’ingrosso della cocaina. Il denaro destinato ai cartelli veniva consegnato dai calabresi direttamente a cittadini colombiani e libanesi da anni residenti in Italia, ai quali veniva affidato il recapito in Sudamerica.
Ognuno aveva un ruolo ben preciso, componente di una grande macchina costituita da numerosissimi ingranaggi: dai finanziatori ai mediatori, dai traduttori a chi ospitava gli emissari dei narcos colombiani, più volte giunti nel in Italia, che soggiornavano per lunghi periodi nel vibonese. Le investigazioni hanno anche permesso di accertare che alcuni personaggi di spicco hanno protetto anche con la forza i loro “affari”: a testimoniarlo le armi a disposizione di alcuni dei fermati, in quanto in più circostanze ostentavano disponibilità di kalashnikov e pistole di diverso calibro.
L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione criminale considerevoli perdite economiche: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro. Una perdita che si aggiunge agli ingenti sequestri patrimoniali, beni mobili ed immobili, quote societarie e autovetture di grossa cilindrata, sottratti agli esponenti delle associazioni criminali nonché a quei finanziatori che dagli affari con le cosche attendevano importanti introiti.

I nomi degli arrestati
Arcuri Rosario, nato e residente a Rosarno
Baldo Fortunato, nato a Soriano Calabro e residente a Mileto
Bedoya Ryos Sandra Milena, nata in Colombia e residente a Roma
Bufalini Massimiliano, nato a Frosinone e residente a Supino
Campos Caeiro Leonardo, nato in Spagna
Cannizzaro Antonino, nato a Taurianova e residente a Rosarno
Cannizzaro Gregorio, nato a Taurianova e residente a Rosarno
Cano Sucerquia Jaime Eduardo, nato in Colombia
Caooano Giuseppe, nato a Vibo Valentia e residente a Breno
Chanboura Wael, nato in Libano
Cutrì Rocco, nato a Palmi e residente a Sinopoli
Da Costa Gomez Pineda Harol Yulman, nato in Colombia
Feroleto Pasquale, nato e residente a Lamezia Terme
Fiarè Filippo, nato e residente a San Gregorio
Fogliaro Antonino, nato e residente a Mileto
Grillo Antonio, nato a Tropea e residente a San Calogero
Grillo Giuseppe, nato a Tropea e residente a San Calogero
Grillo Pasquale, nato e residente a San Calogero
Grimaldi Giuseppe, nato e residente a Mesoraca
Iannello Domenico, nato a Vibo Valentia e residente a Mileto
Iannello Giuseppe, nato a Vibo Valentia e residente a San Calogero
Iannello Rocco, nato a Mileto e residente a Mileto
Karlsson Jaime Eduardo Cristofer, nato in Uruguay
Lentini Domenico, nato ad Oppido Mamertina e residente a San Marcello Pistoiese
Loschiavo Fortunato, nato e residente a Mileto
Luccisano Domenico, nato e residente a Mileto
Luccisano Fulvio, nato a Palmi e residente a Mileto
Luccisano Vania, nata a Vibo Valentia e residente a Mileto
Mandica Aurelio, nato a Messina e residente a Frosinone
Mena Nunez Osvaldo Edmingo, nato nella Repubblica Dominicana
Mercuri Giuseppe, nato e residente a San Calogero
Mesiano Mariantonia, nata e residente a Mileto
Messina Enzo, nato a Bolzano e residente in San Pietro Casale
Minotti Sergio, nato a Bellinzona
Mussari Carlo, nato a Catanzaro e residente a Marcedusa
Olivs Ernesto, nato e residente a Terranova di Sibari
Paladino Salvatore, nato e residente a Rosarno
Pannaci Massimo, nato e residente a Vibo Valentia
Paolillo Angelo, nato a Taurianova e residente a Rosarno
Petullà Giuseppe Vittorio, nato a Mileto e residente a Carate Brianza
Pititto Gianluca, nato a Vibo Valentia e residente a Mileto
Pititto Giuseppe, nato a Vibo Valentia e residente a Mileto
Pititto Mario, nato a Vibo Valentia e residente a Rosarno
Pititto Salvatore, nato a Mileto e residente a Mileto
Polito Massimo, nato a Vibo Valentia e residente a Mileto
Rexha Ergys, nato in Albania
Rizzuto Angelo, nato e residente a Palermo
Rizzuto Calogero, nato e residente a Palermo
Rondinelli Giuseppe, nato e residente a Botricello
Ruggiero Antonio, nato e residente a Vibo Valentia
Scicchitano Antonio, nato e residente a Botricello
Suppa Antonino Nazareno, nato e residente a Francica
Varone Antonio Massimiliano, nato a Vibo Valentia e residente in Mileto
Verman Oksana, nata in Ucraina

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