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beni confiscati ndrangheta 7mlnOperazione della Dia di Reggio Calabria 7 milioni di euro
di AMDuemila
La Dia di Reggio Calabria ha confiscato beni riconducibili a Massimo Siciliano, imprenditore edile 45enne attualmente in carcere, per un valore di circa 7 milioni di euro.
Siciliano è stato coinvolto nelle recenti operazioni “Saggezza” e “Ceralacca 2”, che hanno svelato l’effettivo ruolo svolto dall’imprenditore nella 'ndrangheta, in particolare nel “locale” di Antonimina (RC), capeggiato dal suocero Nicola Romano. Quest'ultimo, nell’operazione “Saggezza”, era stato identificato dagli investigatori come “capo consigliere” della “Sacra Corona”, nuova struttura collocata al di sopra dei “locali” di ‘ndrangheta, operanti nei territori di Antonimina, Ciminà, Ardore, Cirella di Platì e Canolo, tutti Comuni della fascia jonica della provincia reggina.
Siciliano aveva assunto il ruolo di imprenditore di riferimento del capo cosca, garantendo, attraverso le ditte nella sua disponibilità e strettamente collegate al sodalizio criminale, l’esecuzione di lavori nel settore dell’edilizia pubblica, turbando le regole della libera concorrenza e del libero mercato, a causa del pesante condizionamento mafioso, ed estromettendo così le aziende che operavano in maniera lecita. L'imprenditore, a seguito del blitz "Saggezza", è stato condannato in primo grado a 12 anni e 2 mesi di reclusione, mentre per "Ceralacca 2" il gup di Reggio Calabria ad aprile 2015 ha emesso la proposta di rinvio a giudizio.
Il provvedimento di confisca scaturisce da un'articolata attività di indagine patrimoniale, volta a verificare le modalità di acquisizione del patrimonio riconducibile all’imprenditore, il quale negli ultimi anni aveva incrementato in modo esponenziale la propria attività con l’accaparramento di numerose commesse pubbliche non solo in Calabria, ma anche nel Nord Italia ed all’estero, in particolare in Romania, dove opera una specifica unità locale.
Con il provvedimento disposto a carico di Siciliano è stata disposta la confisca dell’intero patrimonio aziendale e del capitale sociale della “I.C.O.P. Srl”, con sede principale ad Antonimina (RC), una filiale operante in Romania e la “G.S.C. Srl Unipersonale”, con sede a Dosolo (MN), operanti entrambe nel settore costruzioni, manutenzione e riparazione strade, autostrade, ponti e viadotti oltre a disponibilità finanziarie aziendali e personali.