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nicolino grande aracri ppKYTERION
Se in Emilia Romagna, l’operazione Aemilia può essere considerata come la più grande operazione antimafia mai messa a segno nella regione, in Calabria le cose sono ben diverse. Piccole ma importanti operazioni portate a termine dal Comando Provinciale di Crotone che, piano piano, stanno portando alla luce il sistema criminale che ruota attorno alla cosca dei Grande Aracri. In particolar modo, sono due le operazioni che possono aiutarci a comprendere il legame tra la cosca cutrese e altre entità, come ad esempio la massoneria, il Vaticano e persino la Suprema Corte di Cassazione. In questo quadro, subentra l’operazione Kyterion (scattata nel gennaio 2015) e l’operazione Kyterion II (scattata lo scorso gennaio). Tra i nomi degli arrestati e degli indagati, infatti, compaiono personaggi che, secondo le carte dei PM, avrebbero agevolato la cosca dei Grande Aracri “infiltrandosi” anche in altri settori. Tra le 37 persone arrestate nell’operazione Kyterion troviamo, ad esempio, Giovanni Abramo (genero di Nicolino Grande Aracri), Giovanni Frontera, Ernesto Grande Aracri (fratello del boss), Salvatore Scarpino, Benedetto Stranieri  (legale di Nicolino Grande Aracri). Nella seconda operazione, Kyterion II, sono 16 le persone accusate a vario titolo di associazione di stampo mafioso, omicidio, ricettazione, estorsioni, usura, rapina e violazioni delle leggi in materia di armi. Tra queste, la giornalista Grazia Veloce, l’avvocato Rocco Corda, lo stesso Nicolino Grande Aracri, Francesco Lamanna,  Romolo Villirillo e Alfonso Diletto (imputati anche nel processo Aemilia). Non sono state accolte dal GIP, invece, le richieste di arresto per il fratello di Nicolino Grande Aracri, Domenico (avvocato), e Lucia Stranieri, sorella dell'avvocato Benedetto Stranieri. Dalle indagini si evince presunti tentativi di collegarsi ad esponenti del Vaticano e della Corte di Cassazione, nonché l'intrusione in ordini massonici e cavalierati da parte di Nicolino Grande Aracri. A quest'ultimo sarebbe attribuito un conto corrente con 200 milioni di euro a cui è collegata una fideiussione per un investimento edilizio in Algeria. Il Processo Kyterion è già iniziato, ma ha visto il proscioglimento di cinque imputati, tra cui il fratello del boss Nicolino Grande Aracri, l’avvocato Domenico ed in fase preliminare è stata stralciata la posizione della giornalista Grazia Veloce. Tra i rinviati a giudizio, invece, ecco di nuovo i nomi dell’avvocato Rocco Corda, dell’imprenditore Salvatore Scarpino, del genero del boss Giovanni Abramo, di  Alfonso Diletto, Francesco Lamanna e Romolo Villirillo (già imputati in Aemilia), di Giovanni Frontera, di Antonio, Ernesto e Nicolino Grande Aracri, e dei fratelli avvocati Benedetto e Lucia Stranieri.

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