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pentito uomo ombraE i familiari si dissociano. A tremare è la criminalità di Vibo Valentia
di AMDuemila
La notizia è di quelle che potrebbero sconvolgere gli equilibri della criminalità organizzata calabrese nel territorio di Vibo Valentia. Andrea Mantella sta collaborando con la giustizia da qualche settimana. Così il cognato di Pasquale Giampà (detto “Millelire”), esponente di punta dell’omonima cosca di Lamezia Terme che a sua volta aveva deciso di “saltare il fosso”, è stato trasferito dal penitenziario di Spoleto al carcere romano di Rebibbia.
Aveva finito di scontare una condanna definitiva relativa ai procedimenti antimafia nati dalle operazioni “Goodfellas” e “Nuova Alba” dove era stato condannato per il reato di associazione mafiosa con un ruolo di spicco all’interno del clan Lo Bianco di Vibo Valentia. Così l’ex boss ha iniziato a “vuotare il sacco” raccontando anni di affari, crimini e delitti compiuti nell’ambito della criminalità organizzata vibonese e non solo.
Una collaborazione che potrebbe veramente essere importante dato che “‘a Guscia” (questo il soprannome di Andrea Mantella) ha vissuto per vent’anni all’interno dell’organizzazione criminale arrivando fino ai ranghi più alti.
Una decisione sicuramente sofferta che ora porta già alle prime conseguenze con la famiglia che si dissocia apertamente dalla decisione, inviando agli organi di stampa una missiva: “I sottoscritti signori Mantella Nazzareno e Lo Bianco Rita, rispettivamente fratello nonché madre di Andrea Mantella, portano a conoscenza quanto riportato: preso atto di quanto appreso dagli organi di stampa negli ultimi giorni circa la scelta di collaborare con la giustizia del nostro congiunto Andrea Mantella, i sottoscritti in nome e per conto di tutti i familiari, cugini, nipoti e parenti, dichiarano espressamente di dissociarsi da tale scelta presa dallo stesso, non volendo avere più nessun tipo di rapporto con il Mantella Andrea. Tanto si doveva - concludono la madre ed il fratello di Andrea Mantella - per una maggiore chiarezza su quanto divulgato nei giorni addietro sulla persona di quest’ultimo”.
Le dichiarazioni di Mantella potrebbero anche fornire dei riscontri alle dichiarazioni di un altro ex boss vibonese, Raffaele Moscato, pentito da un anno, le cui dichiarazioni più significative sono tuttora coperte da omissis. Anche i suoi familiari avevano preso le distanze, anche di recente quando lo zio, Giuseppe Moscato, deponendo come teste della difesa nel processo per il favoreggiamento della latitanza di Salvatore Tripodi di Portosalvo, ha spiegato ai giudici del Tribunale collegiale di Vibo Valentia di non condividere la scelta del nipote di collaborare con la giustizia.

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