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gioia tauro porto effUndici i condannati ed altrettanti gli assolti
di AMDuemila
Si concluso con undici condanne ed undici assoluzioni il processo in abbreviato scaturito dall'inchiesta “Porto Franco”.
Un'indagine che aveva permesso di ricostruire gli affari delle cosche all'interno del porto di Gioia Tauro, in particolare riguardo quelle famiglie storiche come i Pesce di Rosarno ed i Molé di Gioia Tauro.
Le accuse mosse, a vario titolo, nei confronti degli imputati, erano quelle di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio di proventi di illecita provenienza, trasferimento fraudolento di valori, contrabbando di gasolio e di merce contraffatta, frode fiscale, attraverso l’utilizzo ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la cosca Pesce era riuscita ad infiltrarsi a tal punto negli ‘affari’ del porto di Gioia Tauro non solo in relazione ai traffici di droga ma esercitava un controllo completo anche per ciò che riguarda i servizi connessi alle operazioni di import-export e di trasporto merci per conto terzi.

Le indagini, coordinate dal pm Alessandra Cerreti adesso in forza alla Dda di Milano, erano state avviate dalla Guarida di Finanza nell'ambito di alcune verifiche fiscali nei cofnronti di imprese che operano nel settore dei trasporti e dei servizi per il porto di Gioia Tauro. Gli accertamenti hanno dimostrato come nelle aziende finissero i fondi provenienti dalle estrosioni e, attraverso false fatture, si creavano quelle liquidità di fondi che poi venivano corrisposte ad esponenti delle cosche dei Pesce e dei Molè. In particolare le cosche avevano organizzato un consistente riciclaggio di denaro attraverso la simulazione di acquisto e vendita di carburante.
Il gup ha quindi condannato Salvatore Rachele 12 anni di reclusione; Antonio Franco 11 anni e 6 mesi; Rocco Rachele, Salvatore Pesce, Giuseppe Franco e Franco Rao 10 anni; Domenico Canerossi 6 anni e 4 mesi; Giuseppe Florio 6 anni; Bruno Stilo 5 anni e 6 mesi; Francesco Olivero 4 anni e 2 mila euro di multa; Marco Mazzitelli 2 anni.
Al tempo stesso ha assolto Gaetano Rao, Antonino Pesce, Vincenzo Pesce, Rocco Pesce, Salvatore Luccisano, Andrea Franco Espedito, Giuseppe De Masi, Antonia Franco, Roberto Matalone, Filippo Scordino e Domenico Tocco.

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