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di AMDuemila - 7 maggio 2015
Maxi operazione antidroga, 17 arresti
Ufficialmente titolare di “Cucino a modo mio”, pizzeria e ristorante italiano di New York. In realtà Gregorio Gigliotti, originario di Serrastretta (Catanzaro) da alcuni anni era stato inviato dalla ‘Ndrangheta di Siderno e Gioiosa Jonica nella Grande Mela per gestire il business della cocaina. Un affare che partiva dal Sudamerica, paese produttore delle foglie di coca, per finire, a bordo di containers, negli Stati Uniti all’interno di casse di frutta esotica, e quindi in tutta Europa. È l’ultima operazione, scattata tra Usa e Calabria, che ha confermato l’indiscutibile supremazia delle cosche calabresi nel traffico della polvere bianca. Da sempre sottovalutata, in realtà, secondo le indagini, la ‘Ndrangheta ha ormai pienamente superato Cosa nostra americana nello spaccio di stupefacenti, riuscendo a entrare in diretto contatto con i produttori di coca e a spuntare i prezzi migliori.
La maxi operazione antidroga, denominata “Columbus”, è stata condotta dal Servizio Centrale Operativo della polizia italiana (Sco) guidato da Renato Cortese e Andrea Grassi, dagli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria e dall’Fbi, che ha permesso di individuare la base operativa della 'Ndrangheta a New York. Qui, dopo oltre due anni di intercettazioni, è stata svelata l’organizzazione dedita all'export ed import di frutta e derrate alimentari facente capo a Gigliotti, grazie alla quale veniva gestito lo spaccio di cocaina. L'inchiesta è stata portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria coordinata dal procuratore Cafiero De Raho e dall'aggiunto Nicola Gratteri. 17 gli arresti tra i due continenti, 4 negli Stati Uniti, 13 in Calabria tra Crotone, Sinopoli e Vibo Valentia. Gigliotti, uomo di riferimento delle famiglie calabresi, ora è detenuto nel carcere newyorkese insieme alla moglie Lucia Eleonora e al figlio Andrea, tutti accusati di narcotraffico e associazione mafiosa. Nelle prossime ore verranno chiamati davanti alla Corte americana.

Svelati, inoltre, una serie di omicidi su cui gli inquirenti stanno ancora indagando. Al centro dell’inchiesta il presunto tradimento di alcuni affiliati alla cosca che si sarebbero accaparrati i soldi e una parte di tre tonnellate di cocaina, un carico di cui le famiglie mafiose avevano perso il controllo.
Non è la prima volta che viene scoperta l’asse Calabria-New York per il traffico di droga: a febbraio 2014 l’operazione “New Bridge” (26 arresti) disarticolò un sistema pianificato dai cartelli calabresi e destinato al porto di Gioia Tauro. In quell’occasione erano emersi contatti, finalizzati al traffico di cocaina, con i narcos sudamericani e con la famiglia Gambino di Cosa nostra americana.

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