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bifulco-pasqualedi AMDuemila - 6 giugno 2014
E' stato arrestato ieri pomeriggio in Perù dalla Polizia di Stato e dall'InterpolI. Si tratta di Pasquale Bifulco (in foto), 41 anni ed esponente di vertice della 'Ndrangheta. Bifulco aveva fatto perdere le sue tracce dal febbraio scorso, quando si era sottratto all'arresto nell'ambito della maxi-operazione 'Buongustaio'. Il boss è finito in manette poche ore fa a San Isidro, nella provincia della capitale Lima. Secondo gli inquirenti è responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra il Sud America e l'Italia per conto della cosca mafiosa Ietto-Cua-Pipicella, operante nella fascia Jonica Reggina.
Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dalla procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e svolte dallo Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia e dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria.

Latitante da febbraio in quanto destinatario di due provvedimenti di cattura internazionale emessi dall'autorità giudiziaria reggina e dal tribunale di San Paolo do Brasil per traffico internazionale di stupefacenti e associazione per delinquere, Bifulco è ritenuto elemento di spicco del cartello Ietto-Cua, clan egemone tra Careri, San Luca e Platì.
Nato a Careri, paese del reggino, nel 1973, Bifulco, stando ad una nota della Polizia, "è stato localizzato mentre si accingeva a scendere da un taxi per recarsi presso la propria abitazione di San Isidro, località sita nella provincia della capitale Lima. Il latitante era sfuggito all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere di Reggio Calabria del 10 febbraio scorso per traffico di sostanze stupefacenti (ricerche già diramante in ambito Schengen), nonché da analogo provvedimento del tribunale di San Paolo (Brasile) per reati similari".
Il ruolo del Bifulco, prosegue la nota, "era emerso nelle indagini dirette dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria culminate nell'operazione del Goa (Gruppo operativo antidroga) della Guardia di Finanza di Catanzaro denominata 'Buongustaio', e nella parallela denominata 'Monte Pollino' della procura federale dello Stato di San Paolo del Brasile, che hanno permesso di disarticolare diverse organizzazioni internazionali dedite al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ricostruendo l'intera filiera legata alla fornitura, al pagamento, allo stoccaggio, al trasporto e alla destinazione della cocaina. Infatti, il latitante è colpito anche da un analogo provvedimento restrittivo emesso dal tribunale di San Paolo (Brasile)".
Bifulco "è ritenuto un personaggio di spicco in seno alle consorterie criminali attive nella fascia jonica della provincia reggina e in particolare nel comprensorio di Platì e San Luca. Le complesse attività investigative -conclude la nota- hanno consentito alla Polizia italiana di fornire, tramite il Servizio per la Cooperazione internazionale del ministero dell'Interno, precise indicazioni ai collaterali organi di Polizia sulla localizzazione di Bifulco e sull'alloggio in cui si nascondeva".
Bifulco è solo l'ultimo degli anelli di collegamento tra gruppi sudamericani e cosche calabresi grazie al quale ingenti quantità di sostanze stupefacenti venivano trasportate indisturbate dall'America fino alle piazze di spaccio italiane ed europee. Solo qualche giorno fa nei pressi di Medellin, in Colombia, Domenico Trimboli, per l'Italia nell'elenco dei latitanti più pericolosi, è stato arrestato dal personale del Corpo Tecnico Investigativo (CTI) della Fiscalìa di Bucarananga e dall’Intelligence dell’Esercito colombiano. Dietro le ricerche, ugualmente la coordinazione della Procura di Reggio Calabria, in particolare del procuratore della repubblica Federico Cafiero De Raho e del procuratore aggiunto Nicola Gratteri. Trimboli, soprannominato "Pasquale",  costituiva l’elemento di raccordo tra i gruppi fornitori colombiani e le cosche jonico-reggine della ‘Ndrangheta, funzionale al traffico di consistenti quantitativi di droga dal Sud America all’Europa.

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