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Video conferenza stampa all'interno
di AMDuemila - 20 marzo 2014

Duemila chili di cocaina e 24 arresti tra Italia e Sud America. Sono il risultato della maxi operazione del Nucleo di polizia tributario di Catanzaro, che in collaborazione con le forze dell'ordine di altri nove paesi ha svelato una sofisticata organizzazione per l'import-export di polvere bianca. Dall'America latina fino al Porto di Gioia Tauro, in Calabria, la droga arrivava a bordo di mercantili, con un flusso costante che variava dai 100 ai 150 chili a partita. Il controllo del traffico di stupefacenti era detenuto nel cuore della Locride, nelle mani della 'Ndrangheta di Reggio Calabria. “E' l'indagine più grande contro il traffico internazionale di stupefacenti” ha dichiarato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che insieme al procuratore Federico Cafiero de Raho ha condotto l'inchiesta.

L'organizzazione che partiva dalla Calabria comprendeva un importante gruppo di narcotrafficanti legati alla 'Ndrangheta, oltre alla presenza di broker peruviani e brasiliani. Una vasta rete di connessioni che consentiva di piazzare la coca nei mercati europei attraverso un lungo percorso che partiva in Perù, dove la droga veniva caricata fino a San Paolo, in Brasile. Da qui proseguiva il suo viaggio all'interno di container fino al porto di Gioia Tauro, dove i carichi erano attesi dalle cosche. Qui le partite venivano recuperate da soggetti complici e successivamente si procedeva al pagamento. Una perfetta catena di montaggio che vantava il sigillo di garanzia dell'elevata diffusione della 'Ndrangheta sia in Europa che negli altri continenti, e che grazie all'esiguo numero di pentiti si presenza tuttora come l'organizzazione criminale meno penetrabile, oltre ad avere il controllo quasi totale del traffico di cocaina, dovuto alle enormi disponibilità di denaro liquido.
Non è la prima volta, infatti, che viene scoperto un canale privilegiato tra il Sud America e la Calabria per il traffico di stupefacenti. Già con l'operazione “New Bridge”, dello scorso febbraio, era scattato un maxi blitz tra Italia e Stati Uniti (18 arresti in Italia, otto a New York) che aveva rivelato frequenti contatti tra la 'Ndrangheta e Cosa nostra siciliana. L'organizzazione criminale faceva capo alle cosche della Ionica calabrese ma era presente, oltre che in tutta Italia, anche negli Stati Uniti, in Canada e nel Centro America. Nell'operazione era riuscito a fuggire Halili Bledar, pregiudicato albanese 33enne che ieri è stato arrestato a Orta di Atella, in provincia di Caserta.

VIDEO 'Ndrangheta. maxisequestro di droga: 24 arresti - LA CONFERENZA STAMPA


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