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A seguito della decisione della Cassazione, che aveva disposto un annullamento con rinvio, il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha revocato la misura cautelare in carcere nei confronti di Matteo Costanza, 53 anni, coinvolto nell’inchiesta “Millennium” con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Costanza era stato estradato dalla Spagna nel luglio dello scorso anno, a circa due mesi dal maxi-blitz dei carabinieri che aveva portato all’arresto di 97 persone. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe avuto un ruolo centrale come broker nel narcotraffico internazionale colpito dall’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. In particolare, per i pubblici ministeri sarebbe stato il referente in Spagna della cosca Barbaro "Castani" di Platì.
Imprenditore attivo a Malaga nel settore del commercio di autovetture, Costanza avrebbe sfruttato la corruzione di funzionari doganali per facilitare l’ingresso in Europa di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sudamerica. Questa ricostruzione accusatoria è stata però contestata dai suoi legali, gli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna, che già dopo l’estradizione avevano presentato ricorso al Tribunale del Riesame. In quella fase, i giudici avevano confermato la misura cautelare disposta dal gip.
La svolta è arrivata con la sentenza della Cassazione del febbraio 2026, che ha accolto il ricorso della difesa disponendo un nuovo esame davanti al Tribunale del Riesame. In quella sede, gli avvocati hanno insistito sull’assenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del loro assistito.
Il 15 aprile, infine, il Riesame ha accolto queste argomentazioni, revocando l’ordinanza di arresto e disponendo la scarcerazione di Matteo Costanza.

Foto © Imagoeconomica 

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