Vincenzo Pasquino, il collaboratore di giustizia arrestato in Brasile insieme al super boss Rocco Morabito e ora divenuto figura centrale nelle indagini sul narcotraffico internazionale legato alla 'Ndrangheta, ha consegnato un documento scritto di quattro pagine alle autorità. La notizia è stata riportata da ‘Repubblica’. Redatto in una località riservata, il memoriale è stato depositato alla procura distrettuale antimafia di Torino dal pm Francesco Pelosi proprio in prossimità dell'udienza che ha preceduto la sentenza prevista per il 10 marzo.
Nel testo, il pentito punta il dito contro Nicola De Carne, genero del trafficante Nicola Assisi e elemento di collegamento operativo tra il Sudamerica e il Piemonte. Pasquino afferma in modo esplicito che De Carne avrebbe sottratto fondi dalla cassa condivisa per i pagamenti ai fornitori del Primeiro Comando da Capital. La cifra in questione ammonta a circa 400mila euro, denaro proveniente dai carichi di cocaina trasportati attraverso il porto di Santos e destinati alle piazze torinesi.
“I soldi dei carichi li ha presi De Carne”, scrive testualmente Pasquino, ribadendo l'accusa con forza e collegandola a prove digitali. Il collaboratore fa riferimento alle conversazioni su Sky-ECC, piattaforma criptata nella quale circolavano immagini dei quantitativi di stupefacente e si utilizzava un linguaggio diretto e senza giri di parole per discutere dei traffici.
Dalle indagini coordinate dal Ros dei carabinieri, sotto la guida di Andrea Caputo, emerge che De Carne gestiva operazioni in Brasile per conto della "famiglia", ma secondo il pentito si sarebbe dimostrato inaffidabile trattenendo parte delle somme necessarie al pagamento dei narcos sudamericani. Pasquino descrive un sistema finanziario strutturato, una vera "banca del narcotraffico" basata su chat protette e trasferimenti di ingenti capitali, con responsabilità logistiche che lui stesso ricopriva: dall'organizzazione dello scarico dalle navi alla distribuzione locale e alla gestione dei flussi economici.
Di fronte alle contestazioni mosse dai difensori degli altri imputati, che hanno definito le dichiarazioni di Pasquino come motivate da rancori personali e faide tra ex complici, il pentito ha reagito con decisione: “Ma quale astio personale... I soldi dei carichi li ha presi De Carne”. La sua avvocata, Adriana Fiormonti, ha precisato che il suo assistito non ha accesso agli atti processuali e che le sue parole risultano sincere e non condizionate. Il pm Pelosi ha sottolineato come i volumi in gioco – centinaia di chili di cocaina e milioni di euro – richiedessero un'organizzazione complessa, capace di movimentare contante in modo sicuro attraverso reti transnazionali. Grazie alla collaborazione, a Pasquino è stata chiesta una condanna a 10 anni, inferiore rispetto ai 16 anni invocati per Nicola De Carne. Pene significative sono state richieste anche per le altre imputate definite "lady narcos": 14 anni per Rosalia Falletta e 10 anni per Rita Siria Assisi. Il collegio difensivo degli imputati comprende gli avvocati Marco Ferrero, Michela Malerba, Vincenzo Coluccio ed Enrico Buratti.
Fonte: Repubblica
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