L’accusa è di concorso esterno, secondo la procura di Reggio Calabria avrebbe garantito disponibilità ai boss
Sedici anni di carcere. E’ la pena richiesta dalla procura di Reggio Calabria, diretta da Giuseppe Borrelli, rappresentata in aula dal sostituto Lucia Spirito, al tribunale di Palmi per l'ex senatore di Forza Italia e massone, Giancarlo Pittelli, nell'ambito del processo scaturito dall'inchiesta 'Mala Pigna' contro presunti appartenenti alla cosca Piromalli di Gioia Tauro per un traffico di rifiuti gestito dall'imprenditore gioiese Rocco Delfino. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i pm, Giancarlo Pittelli - difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Guido Contestabile - era in contatto con l'imprenditore Delfino e avrebbe "instaurato con la 'Ndrangheta uno stabile rapporto sinallagmatico, e garantito la sua generale disponibilità nei confronti del sodalizio a risolvere i più svariati problemi degli associati, sfruttando le enormi potenzialità derivanti dai rapporti del medesimo con importanti esponenti delle istituzioni e della pubblica amministrazione, "veicolando informazioni all'interno e all'esterno del carcere tra i capi della cosca Piromalli detenuti in regime carcerario ai sensi dell'articolo 41 bis". La procura inoltre, tra le richieste più pesanti, ha chiesto la condanna a 22 anni di reclusione per Domenico Cangemi; 20 anni per Bruno Linardo; 16 anni per Giovanni Delfino; 10 anni per Roberto Forgione; sette anni per Vincenzo Muratori; 8 anni e dieci mesi per Francesco Benito Palaia. Il processo dovrebbe concludersi il prossimo 12 settembre.
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