Il blitz del Ros è legato all’operazione “Anemone”, che lo scorso luglio ha portato all’arresto di 24 persone tra Italia e Albania
Il 15 agosto scorso, a Ibiza, i carabinieri del Ros hanno arrestato tre latitanti italiani ricercati a livello europeo, sui quali pendeva un mandato di arresto emesso con l’accusa di associazione finalizzata al traffico internazionale di droga aggravata dal metodo mafioso.
L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione con la polizia spagnola, in particolare con la Comisarìa General de Informacion della Policía Nacional. Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato: gli arresti di Ibiza sono infatti collegati a un’indagine più ampia, denominata “Anemone”, condotta proprio dai carabinieri del Ros. Nell’ambito di questa inchiesta, già lo scorso 8 luglio erano state arrestate 24 persone tra Italia e Albania.
Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i tre latitanti fermati in Spagna non erano semplici affiliati, ma figure di rilievo legate alla ‘Ndrangheta. Il gruppo, con base a Roma, operava sia in Italia che all’estero, dedicandosi al narcotraffico su larga scala. A guidarlo c’era un uomo di 57 anni, originario della Calabria, arrestato anche lui l’8 luglio scorso e già condannato in passato come membro di primo piano della cosca di ‘Ndrangheta di Volpiano, in Piemonte, legata direttamente alla storica e potente locale di Platì, in provincia di Reggio Calabria. Dalle indagini è emerso inoltre che il 57enne, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni Duemila, era riuscito a imporre la sua influenza criminale sul quartiere di San Basilio, anche grazie al coinvolgimento della sua famiglia.
Fonte: ANSA
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