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Nuovo filone dell’inchiesta dei pm di Milano sulla galassia del tifo. Contestata anche la finalità mafiosa, agevolati i “Bellocco”

Sette arresti, di cui 5 in carcere e 2 ai domiciliari. E’ l’esito di un altro filone della maxi inchiesta milanese sulle curve di San Siro, coordinata dai pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra e condotta dalla Squadra mobile e dalla Gdf, e che aveva portato ad una serie di arresti a fine settembre per capi ultrà e sodali della Nord interista e della Sud milanista. In questo caso sono contestati episodi, già emersi e approfonditi, di usura, estorsione e false fatture. Per alcuni dei reati c'è anche l'aggravante della finalità mafiosa per avere agevolato "la cosca" della "famiglia Bellocco". Dall’inchiesta sono emerse le infiltrazioni della 'ndrangheta nei business delle curve di San Siro, in particolare della Nord interista con tanto di faida interna e omicidi, ma anche i rapporti tra i capi ultrà e la dirigenza del club nerazzurro. In particolare nella nuova tranche, sono state ricostruite le estorsioni sulla gestione dei parcheggi dello stadio, ossia il pizzo per "garantire una sorta di tranquillità ambientale" ed evitare che le auto andassero "a fuoco". Ma anche "prestiti di natura usuraia" e il tentativo di "estromettere" dalla gestione della sua società di merchandising Andrea Beretta, ormai ex leader della Nord e collaboratore di giustizia, che tante indicazioni ha fornito nei verbali. E che prima aveva rischiato di essere ammazzato e poi ha ucciso, a settembre, Antonio Bellocco, rampollo dell'omonima cosca e pure lui nel direttivo della curva, arrivato a Milano grazie a Marco Ferdico, altro capo ultrà e in carcere da oltre 7 mesi. Ai domiciliari è finito Mauro Russo, ex esponente della curva nerazzurra ed ex socio di Paolo Maldini e Christian Vieri (estranei alle indagini). A Russo, risulta dall'ordinanza del gip Domenico Santoro, viene contestata - assieme a Beretta, a Giuseppe Caminiti, legato alla 'ndrangheta e già in carcere, e in origine con Vittorio Boiocchi, storico vertice della Nord ucciso nel 2022 su mandato di Beretta - di aver estorto per due anni 4mila euro al mese ad un imprenditore dei parking di San Siro. Tra gli episodi, poi, quel prestito da quasi 400mila euro a tassi d'usura fino al 400% ad un imprenditore comasco del settore televisivo, il cui racconto fatto di minacce e paura è agli atti, come quello di altre vittime. Tra i presunti strozzini proprio Antonio Bellocco e alcuni suoi uomini come Giuseppe Orecchio, Filippo Monardo e Davide Scarfone, finiti in carcere. Scarfone sarebbe andato avanti a minacciare ("Quando pensi di rientrare? I soldi di Antonio erano i miei") anche dopo la morte di Bellocco. Proprio su Scarfone, si legge nell'ordinanza, è saltata fuori una vicenda che per il gip rappresenta un "significativo elemento di prova" di un "rapporto intercorrente tra gli esponenti di spicco del direttivo della curva Nord", tra cui Bellocco, "e la società interista". L'11 novembre 2023, risulta da intercettazioni, Bellocco avrebbe detto a Scarfone, amministratore unico di QFort Como srl, che ad un evento della multinazionale che produce infissi (estranea alle indagini) da lui organizzato, avrebbe potuto partecipare Javier Zanetti, grazie "all'opera di convincimento di Beretta". Il 17 novembre il vicepresidente interista avrebbe "effettivamente" preso parte, su "espressa volontà di Bellocco" per far fare una "bella figura" a Scarfone. Quest'ultimo si sarebbe vantato del fatto che Zanetti lo aveva elogiato "davanti a 400 persone". E Bellocco, poi, disse di aver ricevuto un messaggio da Zanetti. Il primo maggio, intanto, si è saputo dei patteggiamenti sul fronte sportivo per il caso curve, tra cui quello dell'ex capitano interista ("C'era proprio un rapporto di amicizia con Javier", ha riferito Beretta), multato per 14.500 euro dalla Figc, che ha analizzato gli atti dell'inchiesta e i rapporti tra la dirigenza del club (ora parte civile nel processo) e gli ultrà. Figc che, comunque, potrebbe anche richiedere queste ulteriori carte per altre verifiche. Intanto, l'ordinanza di custodia in carcere ha riguardato anche Francesco Intagliata, ultrà interista già detenuto dal maxi blitz e stavolta per un'operazione di acquisizione, fallita, del Fanfulla, storica squadra di Lodi. In carcere pure Domenico Sità, tra coloro che avrebbero tentato di costringere Beretta a "cedere" la sua "cn69 curva nord". Indagato anche il fratello di Antonio, Berto Bellocco. Ai domiciliari, infine, per fatture false per 203mila euro, Carmelo Montalto, uomo di Bellocco. Quest'ultimo avrebbe fatto nascondere soldi "all'interno di bottiglie", poi "sotterrate".

Fonte: Ansa

Foto © Imagoeconomica

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