Nel Comune aspromontano del Reggino non si vota più
Sale a quota tre il numero di volte in cui il comune calabro di San Luca è stato sciolto per mafia. L’ultimo provvedimento è della settimana scorsa. "Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell'azione amministrativa - è scritto nel comunicato di Palazzo Chigi - ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di San Luca e l'affidamento per la durata di diciotto mesi della gestione dell'ente ad una Commissione straordinaria". Il Comune, noto per essere stato al centro di numerosi fatti di ‘Ndrangheta, oltre ad essere dimora di una delle ‘ndrine più potenti dell’organizzazione mafiosa (da San Luca partì l’imput della famigerata strage di Duisburg), era già commissariato dopo che alle elezioni del giugno dello scorso anno non si era presentato alcun candidato a sindaco. I cittadini, quindi, sarebbero stati chiamati a scegliere il nuovo sindaco e i consiglieri comunali nel turno elettorale fissato per il 25 e 26 maggio prossimi. A circa un mese dalla data di presentazione delle liste, però, è arrivato il nuovo scioglimento degli organi amministrativi (di fatto assenti, visto che mancavano dall'anno precedente) per presunte infiltrazioni mafiose nelle attività del Municipio.
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