Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

L'arma ritrovata in casa del boss di 'Ndrangheta Francesco D'Onofrio sarebbe compatibile con quella usata per il delitto

Una pistola ritrovata lo scorso 24 settembre potrebbe riaprire il caso dell'omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia, ucciso da un commando della 'Ndrangheta il 26 giugno 1983. L'arma, come riportato dal quotidiano La Stampa, è stata scoperta dal Gico della Guardia di Finanza nell'incavo di un mattone forato lungo un corridoio di uno stabile di Moncalieri, in provincia di Torino. La pistola, perfettamente oliata, carica e funzionante, era accompagnata da 15 cartucce calibro 38, in parte italiane e in parte di fabbricazione dei Paesi dell'ex Jugoslavia. Nell'alloggio dove è stata trovata l'arma risiede Francesco D'Onofrio, 69 anni, un uomo legato alla 'ndrangheta con una condanna per mafia nel processo Minotauro e una recente condanna per armi. La pistola in questione è una P38 Special Smith & Wesson, modello 49 “bodyguard” a tamburo, sulla quale la Procura di Torino ha svolto numerosi accertamenti. I risultati della prova dello sparo avrebbero fornito elementi tali da ritenere l'arma astrattamente compatibile con quella utilizzata nel delitto o comunque meritevole di ulteriori approfondimenti. Gli accertamenti verranno ora condotti dalla Procura di Milano, competente per le indagini riguardanti i magistrati torinesi, anche quando sono vittime di reati. Gli esiti degli esami saranno messi a confronto con quelli della consulenza balistica effettuata 42 anni fa. Secondo il quotidiano torinese, l'arma è entrata in Italia nel 1979 attraverso un importatore di Torino, che l'ha successivamente venduta a un'armeria di Moncalieri, città in cui D'Onofrio risiede. Durante l'interrogatorio, D'Onofrio ha dichiarato di aver acquistato la pistola da un ragazzo, senza però rivelarne l'identità, aggiungendo di non averla mai usata. Attualmente, D'Onofrio si trova in carcere per l'operazione Factotum della Dda di Torino, che lo accusa di aver diretto la 'Ndrangheta in Piemonte. Diversi atti relativi al ritrovamento dell'arma sono stati trasmessi dagli inquirenti torinesi ai colleghi lombardi. Per l'omicidio di Bruno Caccia, nel 1992 il boss della 'Ndrangheta Domenico Belfiore fu condannato all'ergastolo come mandante del delitto.

ARTICOLI CORRELATI

Repici: ''Bruno Caccia monitorato dai servizi di sicurezza prima del delitto’’


Bombardieri: ''Nel nome di Bruno Caccia continuiamo il contrasto alla 'Ndrangheta''
   

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos