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Il questore di Catanzaro, Giuseppe Linares: "Sul piano investigativo in Europa c'è sinergia e cooperazione, ma sarebbe opportuno un unico diritto dell'Unione europea"

Un’operazione su larga scala condotta dalla Polizia di Stato italiana e dalla Kriminalpolizeidirektion tedesca ha smantellato un’organizzazione ‘ndranghetistica che imponeva con la violenza derrate di frutta agli imprenditori calabresi in Germania, originari di Cariati (Cosenza). Dalle prime ore di oggi, in diverse province italiane e nel Land del Baden-Württemberg, sono stati eseguiti 29 provvedimenti restrittivi, frutto di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro, diretta da Salvatore Curcio, e dalla Procura di Stoccarda, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ed Eurojust.


Il racket della frutta

La 'ndrina di Cariati (Cosenza) aveva esportato in Germania le stesse attività e gli stessi 'business' che esercitava in Calabria. E' questo lo spaccato criminale delineato dall'operazione Boreas.
Le indagini hanno portato alla luce un sistema criminale ben strutturato, guidato dalle cosche Greco di Cariati (Cosenza) e Farao-Marincola di Cirò Marina (Crotone). L’organizzazione, radicata nel territorio di Cariati, operava con metodi mafiosi sia in Italia che in Germania, imponendo agli imprenditori cariatesi all’estero l’acquisto di frutta proveniente dalla Calabria. Tale imposizione avveniva attraverso minacce, estorsioni e danneggiamenti, replicando all’estero gli stretti vincoli territoriali tipici della ‘Ndrangheta in patria.
In Italia, il Gip del Tribunale di Catanzaro ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 20 indagati: 13 sono finiti in carcere, 7 agli arresti domiciliari. I reati contestati, aggravati dal metodo mafioso, includono associazione di tipo ‘ndranghetistico, estorsione (consumata e tentata), trasferimento fraudolento di valori e false dichiarazioni sull’identità. Parallelamente, in Germania, ulteriori misure restrittive sono state eseguite nel Baden-Württemberg nell’ambito di un procedimento penale tedesco, colpendo altre ramificazioni emerse dalle indagini.
Tra i 20 arrestati in Italia figurano anche avvocati e commercialisti, accusati di aver fornito supporto logistico e professionale agli affiliati delle cosche. Questi professionisti avrebbero agevolato le attività illecite, rafforzando la rete criminale che si estendeva oltre confine. L’operazione ha messo in evidenza la capacità della ‘Ndrangheta di infiltrarsi nei settori economici e professionali, utilizzando anche figure insospettabili per consolidare il proprio potere.
"A fine anni '70 il 'locale' - ha detto Salvatore Curcio - inviò i suoi esponenti a Stoccarda per infiltrarsi nel territorio, e questi esponenti perpetrarono subito un omicidio contro una organizzazione slava. Furono subito arrestati e da li' parti' la collaborazione di giustizia di uno di loro". Proprio per la diffusione sempre più ampia della 'Ndrangheta, per Curcio "l'investigatore oggi deve cambiare approccio perchè deve fare manovre molto più complesse e transnazionali, e in questa metodologia è necessaria una cooperazione internazionale come quella che abbiamo messo in piedi per questo blitz". Il procuratore della Dda ha sottolineato l'esigenza di un "joint investigation team sul piano sia giudiziario, sia delle forze dell'ordine, con il ruolo importante di coordinamento di Eurojust", una sinergia che ha consentito di fare luce sulla operatività della 'ndrina di Cariati, che si caratterizzava per la sua capacità di muoversi con estrema rapidità tra la Calabria e la Germania, tanto è vero che uno degli arrestati nell'operazione odierna e' stato bloccato in Germania dopo essere stato seguito nel suo viaggio dalla Calabria.
"In questo senso - ha osservato in conferenza stampa Vincenzo Nicoli', direttore dello Sco - la collaborazione con la polizia tedesca e' stata fondamentale per ricostruire episodi come danneggiamenti o estorsioni che avrebbero potuto avere una lettura riduttiva e che, invece, abbiamo potuto inquadrare in un contesto mafioso. Il nostro merito e' che grazie alle nostre attivita' anche all'estero gli inquirenti hanno affinato una maggiore sensibilita' investigativa". Secondo il questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, "sul piano investigativo in Europa c'è sinergia e cooperazione, ma sarebbe opportuno un unico diritto dell'Unione europea. Non ci sono più reati occasionali all'estero ma il controllo del territorio attraverso l'infiltrazione nelle imprese e nel contesto economico. E anche all'estero troviamo i colletti bianchi, la zona grigia con i professionisti a disposizione". E con riferimento ai rapporti con le autorità tedesche, il procuratore Curcio ha osservato: "Con la procura di Stoccarda la collaborazione ha origine a ottobre 1993, quando acquisimmo la collaborazione di un intraneo al 'locale' di Ciro' che prima non era conosciuto ed era invece attivo in Germania già dalla fine anni '70. L'evoluzione della presenza della 'Ndrangheta in Germania è proseguita fino alla strage di Duisburg del ferragosto 2007 e ai giorni nostri, la linea di continuita' del 'locale di Cirò attraversa tutti questi anni. Sarebbe auspicabile un diritto penale comune in Europa: la Germania da 35 anni si misura con la presenza della 'Ndrangheta e qualcosa quindi e' cambiata. In Germania ci sono tante cosche, ogni locale ha la sua proiezione, e dobbiamo ormai entrare in una logica diversa perchè la 'Ndrangheta è in tutti i 5 continenti e anche fare una mappa completa e' praticamente impossibile perchè ormai ogni locale ha sue proiezioni all'estero".

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