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L'Operazione "Carta bianca" eseguita dai finanzieri della Tenenza di Nicosia

Avrebbero messo le mani sui contributi all'agricoltura e compiuto truffe per aggirare l'interdittiva antimafia. Per questi reati i finanzieri della Tenenza di Nicosia, supportati dal comando provinciale di Enna, nell'ambito dell'operazione "Carta bianca", hanno eseguito questa mattina tredici arresti. Le indagini della Guardia di finanza di Nicosia sono state condotte dalla Dda di Caltanissetta con a capo il procuratore Salvatore De Luca e coordinate dai sostituti Pasquale Pacifico e Dario Bonanno.

Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere ci sarebbe anche un avvocato del Foro di Catania, l'ex direttore dell'azienda silvo-pastorale di Troina; altri sei sono stati posti ai domiciliari. Sono accusati di avere fittiziamente attribuito la titolarità delle loro aziende e di proprietà immobiliari per continuare a percepire i contributi erogati nell'ambito della Pac, aggirando così l'interdittiva antimafia a loro carico.

Rapporti con Cosa Nostra
Secondo gli investigatori alcuni degli indagati sarebbero legati da rapporti di parentela con esponenti di spicco di Cosa nostra di Centuripe, Regalbuto e Troina, condannati in via definitiva per mafia. Secondo le accuse contestate dalla procura nissena e confermate dal gip, gli arrestati sarebbero riusciti ad assicurarsi prima l'accesso ai contributi comunitari, poi, tramite la 'ripulitura' del denaro di provenienza illecita, come l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, a rientrare nella disponibilità dei loro beni. Grazie alla complicità del direttore dell'epoca dell'Azienda Silvo-pastorale di Troina, si sarebbero accaparrati pascoli demaniali per un totale di 1.181 ettari al fine dell'ottenimento dei contributi pubblici, senza il rispetto delle procedure di evidenza pubblica, aggirando il codice antimafia.

Il metodo è sempre stato quello da tempo denunciato dall'ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci: cioè le sistematiche infiltrazioni nel settore dei contributi europei per l'agricoltura. "I miei più sentiti complimenti e ringraziamenti alla Guardia di finanza di Nicosia e alla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. Ancora una volta lo Stato vince”, ha affermato Antoci, presidente onorario della Fondazione Caponnetto.

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