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Grande sconcerto nel ricevere in questi giorni la notizia della revoca della confisca di Casa Felicia, bene che ci è stato dato in gestione dal Comune di Cinisi nel gennaio del 2021 e che già in questi mesi è diventato luogo di incontro con tantissimi studenti e sede di iniziative molto importanti, con l’obiettivo di trasformarlo in centro socio culturale. Questa mattina, con la presenza di Giovanni Impastato, ci siamo recati sul luogo, dopo essere stati precedentemente informati che, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata aveva notificato al Comune di Cinisi appena 24 ore prima la revoca della confisca di Casa Felicia e che le operazioni di immissione in possesso erano già state fissate per questa mattina, 25 Febbraio, alle ore 10.
Una situazione paradossale, che in primo luogo colpisce la cittadinanza di Cinisi e che è davvero un pessimo segnale per tutti coloro che credono nella Giustizia e nella Democrazia. Come è possibile essere costretti a dare a Leonardo Badalamenti le chiavi di questo bene confiscato a suo padre Gaetano, assegnato nel 2010 al Comune di Cinisi dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati e successivamente ristrutturato con 370 mila euro di fondi europei ottenuti attraverso il Gal Castellammare del Golfo. Un personaggio che oltre ad essere il figlio di Don Tano (mandante dell’omicidio di Peppino Impastato), ha egli stesso un curriculum non certo rassicurante (rifugiato in Sud America durante la seconda guerra di mafia,  latitante dal 2017 con un ordine di arresto per traffico di droga, arrestato poi dalla DIA, con una condanna definitiva di 5 anni e 10 mesi per questi reati ed inoltre persona che con arroganza e prepotenza ha cercato di ottenere con la forza il possesso di questo bene rompendo la serratura). Il Sindaco di Cinisi ha, anche in questa occasione, manifestato la volontà del Comune di mantenere la proprietà e il possesso del bene. Noi dichiariamo tutta l’intenzione di porre in atto la nostra resistenza affinché questo bene non ritorni a Leonardo Badalamenti, perché sarebbe una sconfitta per la società civile, per chi è morto nel combattere la mafia, per tutte quelle persone che credono nella Giustizia, una Giustizia che deve andare alla sostanza, difendere il bene comune e non basarsi su alcuni cavilli. Vogliamo che Casa Felicia rimanga alla collettività, a tutti quegli studenti e studentesse che vengono ad ascoltare a Cinisi la storia di Peppino che ha lottato per riscattare il territorio dalla mafia, che diventi un centro culturale che possa dare speranza e opportunità a tanti giovani del territorio. Intanto la revoca della confisca, per motivi tecnici è stata spostata al 29 aprile.

Tratto da: casamemoria.it

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