Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

In abbreviato il capomafia era stato condannato all'ergastolo

E' stata fissata per il prossimo 17 febbraio, dinanzi alla II sezione della Corte d'Assise d'Appello, l'udienza per il processo d'appello nei confronti del capomafia di Resuttana Antonino Madonia, imputato per l'omicidio del poliziotto Nino Agostino e la moglie Ida Castelluccio avvenuto il 5 agosto 1989.
Madonia, difeso dagli avvocati Vincenzo Giambruno e Valerio Vianello Accoretti, ha impugnato la sentenza di primo grado, nel procedimento con il rito abbreviato, che lo scorso 19 marzo lo ha visto condannato all'ergastolo.
La ragione dell’omicidio di Antonino Agostino sta (anche) nei “rapporti che Cosa nostra, e nel caso specifico la cosca dei Madonia, intratteneva con esponenti importanti delle forze dell’ordine collegati ai servizi di sicurezza dello Stato”, aveva scritto il gup di Palermo Alfredo Montalto nelle motivazioni.
Il delitto dei due coniugi, dunque, secondo i giudici di primo grado non si consumò solo perché Agostino dava la caccia ai boss latitanti su “sollecitazione dei servizi segreti", ma, "come emerge dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia", anche a causa delle interlocuzioni tra la mafia siciliana e gli apparati istituzionali.
In particolare Agostino avrebbe scoperto le frequentazioni del capomafia di Resuttana con “esponenti delle forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza” tra cui l’ex dirigente della Squadra mobile Bruno Contrada, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (pena successivamente dichiarata priva di effetti penali), ma anche l’ex questore Arnaldo La Barbera e il poliziotto Giovanni Aiello, anche noto come “faccia da mostro”.
All'udienza d'appello oltre all'imputato sono state citate anche le parti civili Vincenzo, Annunziata e Flora Agostino, (padre e sorelle del poliziotto), difesi dall'avvocato Fabio Repici; Salvatore Agostino, difeso da Calogero Monastra; Antonella Castelluccio, difesa da Enrico Bennici; Michelina D'Alessandro, difesa da Giustino Ferraro; Francesco e Antonino Castelluccio, difesi da Salvatore Modica. Tra le parti civili citate, inoltre, anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell'Interno, la presidenza della Regione Siciliana, il Comune di Palermo, il Centro Studi Pio La Torre, Libera-Associazioni nomi e numeri contro le mafi; Francesco Castelluccio.
Attualmente in Corte d'Assise è in corso, con il rito ordinario, il processo nei confronti del boss dell'Arenella Gaetano Scotto, imputato del duplice omicidio in concorso e di Francesco Paolo Rizzuto, accusato di favoreggiamento.
In questo caso la prossima udienza è prevista venerdì quando saranno sentiti i collaboratori di giustizia Francesco Onorato e Rosario Naimo.

ARTICOLI CORRELATI

Caso Agostino, ergastolo per Madonia. Scotto e Rizzuto a giudizio

Processo Agostino: ucciso perché scoprì i rapporti tra i Madonia e i servizi

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy