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Stamane i carabinieri della Compagnia Palermo San Lorenzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale locale, su richiesta del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dei sostituti Alfredo Gagliardi e Luisa Campanile, nei confronti di sette soggetti. Quest'ultimi sono accusati a vario titolo di detenzione e porto abusivo di armi da fuoco, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Grazie all’indagine, svolta nel clou della prima fase della crisi pandemica dello scorso anno, è emersa l’esistenza e l’operatività di un deposito di armi e munizioni nelle adiacenze di una villetta nei pressi di Fondo Gallo, nel quartiere Cep-Borgo Nuovo del capoluogo siciliano. Secondo gli inquirenti, infatti, i proprietari della residenza (per la precisione marito, moglie e due dei loro tre figli) utilizzavano la stessa come sito di stoccaggio in cui occultare armi comuni da sparo e clandestine, che poi venivano cedute ad altri soggetti. Attività ed interessi criminali, questi, protratti nonostante l'emergenza sanitaria in corso.
Sei sono le persone arrestate in flagranza e cinque le armi di diversa foggia e calibro recuperate in stato di totale efficienza e pronte all’uso. Tra queste un fucile semiautomatico Beretta CX4 “Storm”; una pistola clandestini; una oggetto di furto; ed un cospicuo numero di munizioni.
Grazie alle indagini compiute, inoltre, è emerso anche un secondo "filone" di profitto del gruppo criminale indagato: traffico di sostanze stupefacenti. "Il gruppo - spiegano gli investigatori dell'Arma - traeva sostentamento anche dal traffico di sostanze stupefacenti, come testimoniato dal sequestro di un'intera piantagione di marijuana, coltivata mediante allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica e realizzata dentro un vero e proprio 'bunker' ricavato nelle adiacenze di una porcilaia".
Con il concorso dei Carabinieri Forestali, infine, è stato anche rinvenuto un macello abusivo (sempre nei pressi dell'abitazione) in cui venivano abbattuti e lavorati illegalmente numerosi suini, con il successivo sequestro di più di un quintale di carne posta all’interno di una cella frigorifera, già destinata al consumo umano.

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