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Arrivato stamane dagli USA il capo della famiglia mafiosa di Carini

Il killer di Cosa nostra, Fernando “Freddy” Gallina, è atterrato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino grazie al lavoro svolto dal servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol. Il 44enne è giunto in Italia a seguito di una lunga battaglia per ottenere la sua estradizione dagli Stati (la richiesta venne avanzata 5 anni fa). L’uomo, colpito da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, è accusato di aver commesso tre omicidi aggravati dalla finalità mafiosa tra la fine degli anni ’90 e gli anni 2000.

I provvedimenti, si legge nel Comunicato stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo, sono scaturiti “dalle indagini, coordinate da un gruppo di sostituti della DDA diretti dal Procuratore Aggiunto dott. Salvatore De Luca, e condotte dal Nucleo Investigativo di Palermo a seguito delle dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese dai collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi e Antonino Pipitone, uomini d’onore della famiglia mafiosa di Carini (la stessa di cui “Freddy” Gallina era uomo d’onore, ndr), che hanno permesso di acquisire elementi di correità fra i predetti e il Gallina negli episodi di sangue che hanno riguardato gli omicidi di Giambanco FrancescoTocco Giampiero e Orlando Felice”. In tale contesto “egli risulta aver collaborato attivamente con elementi di spessore di Cosa nostra quali Pipitone Vincenzo e Giovanbattista e Di Maggio Antonio – riporta il comunicato - per dare esecuzione alle direttive espressamente impartite dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo”. Ma, per comprendere appieno il profilo criminale di Gallina, è bene ripercorrere alcuni passaggi del suo curriculum mafioso.

Da Carini a New York
Ferdinando Gallina
, alias “Freddy” (classe ’77), è un uomo d'onore della famiglia mafiosa di Carini e killer della mafia, ritenuto il braccio destro per la Sicilia occidentale, ed in particolare per la provincia di Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo. Il neo estradato è figlio di Salvatore Gallina, per anni boss della famiglia mafiosa di Carini catturato nel ‘97 (da latitante) in quanto implicato nel sequestro e nell’uccisione del piccolo Giuseppe di Matteo(figlio del collaboratore di giustizia Santino). “Freddy” è inoltre imparentato con Giovanni Battista Giacalone, coreggente (fino al 2008) della famiglia di San Lorenzo assieme a Massimo Giuseppe Troia

Negli ambienti della mafia siciliana, di “Freddy” Gallina si è iniziato a parlare sin dai primi anni 2000. Nel 2003, infatti, fu coinvolto nella riappacificazione tra da due mafiosi ed il boss Antonino Di Maggio, capo della cosca di Torretta (tregua poi disposta direttamente da Bernardo Provenzano).

Nel 2008, all’età di 30 anni, venne arrestato per la prima volta nell'ambito dell'inchiesta denominata “Addio Pizzo”, condotta dal Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo. All’epoca latitava da qualche mese dopo l’arresto dei suoi capi, Salvatore e Sandro Lo Piccolo, avvenuto il 5 novembre 2007.


gallina ferdinando da cc palermo yt

Fernando “Freddy” Gallina


Successivamente, nel 2014, uscì dal carcere e venne sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Carini. Ma, due anni dopo si rese irreperibile.

Venne ritrovato 3 anni dopo a New York, dove lavorava per un’impresa di demolizioni edili. Ad individuarlo fu l’FBI che, dopo giorni di pedinamento, nel 2017 lo arrestò per violazione della legge sull’immigrazione. La sua identità fu confermata successivamente da un carabiniere del Nucleo investigativo inviato da Palermo.

“Freddy” Gallina e i suoi rapporti con i Lo Piccolo e Matteo Messina Denaro
Prima di approfondire la parentesi inerente ai rapporti tra il Gallina e i Lo Piccolo, è bene ricordare chi siano questi ultimi (padre e figlio). A seguito dell’arresto di Bernardo Provenzano (aprile 2006), Salvatore Lo Piccolo avrebbe assunto il ruolo di capo di Cosa nostra assieme al superlatitante Matteo Messina Denaro. Il padrino di Palermo, che all’epoca latitava dal 1983, deteneva il controllo di una vastissima area del capoluogo siculo partendo dalla parte nord-occidentale, passando da Partanna-Mondello fino a Isola delle Femmine, Sferacavallo, Capaci, Carini e Villagrazia di Carini.

Come “Binnu 'u Tratturi”, i Lo Piccolo comunicavano con i pizzini. E, proprio in questi, il nome di “Freddy” ricorreva spesso. I due capi mafia, infatti, affidarono a lui le più delicate estorsioni. Inoltre, stando alle dichiarazioni del pentito Francesco Franzese (fedelissimo dei boss di San Lorenzo), Gallina avrebbe anche presenziato un delicatissimo summit di mafia in cui si incontrarono boss palermitani e catanesi. Tra gli etnei c’erano il nipote e il cugino (ed erede) di Nitto SantapaolaAngelo, assieme Nicola Sedici (suo braccio destro). Quell’incontro fu un’occasione per sancire un patto di interessi tra i Lo Piccolo e i Santapaola.

Insomma, Ferdinando “Freddy” Gallina è un personaggio che all’interno delle consorterie criminali non necessita presentazione alcuna. E, inoltre, è stato un autorevole protagonista di alcuni rapporti tra potenti famiglie mafiose. Ora che sarà sottoposto alla giustizia italiana, si auspica che collabori con la stessa e riveli i tanti segreti di Cosa nostra (e non solo) a lui noti. Partendo proprio da quelli inerenti ai Lo Piccolo, per poi arrivare ai Santapaola e a Provenzano. E, perché no, anche quelli in merito a Matteo Messina Denaro (ancora latitante) dato che il giorno dell’arresto dei Lo Piccolo a Giardinello, il “Freddy” Gallina, stava accompagnando in macchina Franco Luppino, uomo di Messina Denaro, proprio ad incontro con i Lo Piccolo (per poi aver fatto dietrofront una volta visti gli elicotteri della polizia in cielo).

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