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Torna in carcere Giuseppe Costa, il mafioso che nella propria abitazione, nel Trapanese, aveva realizzato in muratura la "cella" dove era stato segregato il piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio dodicenne del collaboratore di giustizia Mario Santo, che fu barbaramente ucciso e sciolto nell'acido dopo 779 giorni di prigionia, per punire la scelta del padre di collaborare con la giustizia.
Questa mattina, i Carabinieri del comando provinciale di Trapani e gli ufficiali della Direzione Investigativa Antimafia, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, lo hanno arrestato per associazione mafiosa ed è stata perquisita anche quell'abitazione che si trova in località Purgatorio di Custonaci.


shobha contrasto di matteo giuseppe casa orrori

La "Casa degli orrori" in cui fu ucciso il piccolo Giuseppe Di Matteo © Shobha/Contrasto


L'uomo, durante la lunga detenzione (dal 1997 al febbraio 2007), aveva ricevuto il sostegno economico del suo sodalizio mafioso senza mai collaborare con gli inquirenti. Subito dopo la scarcerazione Costa aveva rinsaldato le sue relazioni con i vertici dei mandamenti di Trapani e Mazara del Vallo per l'aggiudicazione di appalti, speculazioni immobiliari, risoluzione di dissidi tra privati, attività intimidatoria, riciclaggio di denaro sporco, il controllo su un impianto di calcestruzzi ed aveva agito per eseguire gli ordini dei clan al fine di influenzare le elezioni regionali del 2017.

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