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di Karim El Sadi
E’ il primo di una lista top secret del Dap di 20 boss che a breve dovranno tornare in cella

E’ tornato in cella il capomafia palermitano Antonino Sacco (65 anni). Un mese fa i suoi avvocati erano riusciti a fargli ottenere i domiciliari per i rischi di contagio da Coronavirus in prigione. Ma ieri sera il magistrato di sorveglianza di Siena ha revocato il provvedimento di differimento della pena. Il Dap, "con nota dell'11 maggio comunica che vi è disponibilità ad associare il detenuto nella casa circondariale di Livorno, sede dotata di ampia offerta specialistica anche avvalendosi se del caso delle strutture sanitarie del territorio", scrive il giudice di sorveglianza.
Sacco avrebbe fatto parte del triumvirato che ha retto di recente il mandamento di Brancaccio ed era uomo di fiducia del boss stragista di Corleone Leoluca Bagarella.
Di lui aveva parlato proprio qualche giorno fa il pentito Pasquale Di Filippo. “Io raccontai tanti segreti di quel capomafia, ho svelato che era uno dei fidati di Leoluca Bagarella, il cognato di Salvatore Riina". "Sacco è legatissimo ai Corleonesi che mi hanno condannato a morte. E quella sentenza non è stata mai revocata”.
La revoca dei domiciliari per Sacco è arrivata dopo l'approvazione del decreto del ministro della giustizia Alfonso Bonafede seguito alle accese polemiche degli ultimi giorni inerenti le scarcerazioni dei mafiosi. Nino Sacco, da quanto si apprende su Repubblica, è il primo di una lista segreta predisposta dal neo vice direttore del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) Roberto Tartaglia, contenente una ventina di nomi appartenenti a capi mafia di primo livello che sono riusciti ad ottenere gli arresti domiciliari nell’ultimo mese e mezzo. Uno di quei 376 “fortunati” ai quali sono state spalancate le porte del carcere ma che ora poco alla volta, rischiano di ritornarci.

Foto © Imagoeconomica

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