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di AMDuemila
Al setaccio anche le immagini delle telecamere che avrebbero ripreso la scena

Prosegue a grande ritmo il lavoro d’indagine della procura di Palermo sull’omicidio che ha squarciato l’alba di venerdì a Belmonte Mezzagno. A cadere sotto gli 11 colpi di proiettile calibro 7,65 esplosi dai sicari è stato Agostino Alessandro Migliore, 45enne incensurato e padre di tre figlie. Agostino Alessandro Migliore era anche il fratello di Giovanni, uno degli arrestati nel blitz “Cupola 2.0” considerato dagli inquirenti uomo del boss Filippo Bisconti (oggi collaboratore di giustizia). Nonché amico di un altro uomo di Bisconti, Giuseppe Benigno, anch’egli vittima di un agguato di mafia lo scorso 2 dicembre ma miracolosamente sopravvissuto.
In caserma sabato mattina sono stati convocati uno ad uno famigliari, amici e colleghi di Migliore, che gestiva il Conad vicino al cimitero del paese. L’obiettivo degli investigatori del reparto operativo dei carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Salvo De Luca, è risalire a nomi e moventi del delitto. In particolare si cerca di capire se la vittima ha avuto contatti o dissidi con qualche pregiudicato o compaesano nelle ore o nei giorni precedenti all’agguato. “Migliore non aveva precedenti, era un lavoratore, era tutto per noi”, ha assicurato il cognato a La Repubblica. Intanto in mano agli inquirenti ci sono alcuni elementi che possono rivelarsi cruciali ai fini delle indagini. Tra questi ci sono i bossoli rinvenuti sulla scena del crimine e soprattutto le immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza piazzata alla fine di via Palmiro Togliatti, a pochi passi dal centro del paese.

Terzo omicidio in poco più di anno, il sindaco chiede aiuto
Quello di Agostino Alessandro Migliore è il terzo delitto con modalità mafiose avvenuto nella piccola Belmonte Mezzagno nel corso degli ultimi 13 mesi. Le vittime erano tutte persone che in qualche modo gravitavano intorno all’ex boss di Belmonte Filippo Bisconti. Ad eliminarle sono stati “killer molto violenti che uccidono per poco” hanno precisato gli investigatori paragonando il loro stile con quello “vecchio stampo” dei famigerati corleonesi. Prima di Migliore, infatti, il 10 gennaio 2019, è stato ucciso Vincenzo Greco, genero del boss Casella, mentre l’8 maggio i killer freddarono il commercialista Antonio Di Liberto, fratello dell’ex sindaco e cugino del pentito Bisconti. Tutti e tre inoltre, va sottolineato, sono stati assassinati con più colpi esplosi da una pistola calibro 7,65.
Nel frattempo però a causa di questi tragici eventi un clima di paura e costante tensione ha preso il sopravvento nella tranquilla Belmonte Mezzagno. Comprensibilmente preoccupato per la sua cittadina, il sindaco Salvatore Pizzo, venerdì scorso, a poche ore dal delitto, ha chiesto con forza il pronto sostegno e la vicinanza delle istituzioni. “Abbiamo bisogno di sentire la presenza delle Istituzioni e dello Stato, finora non l’abbiamo avvertita. Siamo preoccupati. Assolutamente. E spaventati. Lo Stato - ha aggiunto - mostri la sua presenza qui perché finora sembra che Belmonte Mezzagno sia scomparso persino dalla cartina geografica. Le forze dell’ordine fanno un lavoro eccezionale, sono sul territorio ma le istituzioni sovracomunali latitano”, ha concluso.

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