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"Ho paura per la mia incolumità"
di AMDuemila

Stando ai programmi in origine oggi sarebbe dovuta iniziare la requisitoria del processo per l'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà ma la prima sezione della Corte d'Assise di Palermo ha deciso di rinviare l’udienza al 14 novembre per poter sentire il collaboratore di giustizia Francesco Paolo Lo Iacono che qualche giorno fa ha rilasciato dichiarazioni importantissime sull’assassinio del legale catanese. Lo Iacono era stato ascoltato già dai pubblici ministeri Francesca Mazzocco e Bruno Brucoli ai quali ha rivelato quella che lui ritiene l’identità del mandante dell’omicidio di Enzo Fragalà, Giovanni Di Gregorio il boss di Porta Nuova, volto già noto all’accusa in quanto sospettato ma non imputato. Da qui la necessità di riaprire l'istruttoria dibattimentale, cosa fatta oggi dal collegio presieduto da Sergio Gulotta, con l'audizione di Lo Iacono. Al processo sono imputati Antonino Abbate, Francesco Castronovo e Paolo Cocco, ritenuti esecutori materiali dell’omicidio, come partecipanti al commando con funzioni di appoggio Antonino Siragusa e Salvatore Ingrassia mentre deve rispondere all’accusa di essere stato il mandante Francesco Arcuri.

Lo Iacono tornato a collaborare ma teme per la sua incolumità
In un verbale rilasciato lo scorso 4 ottobre Lo Iacono, che aveva in origine annunciato di voler interrompere il proprio percorso di collaborazione con la giustizia, ha detto ai pm di aver “cambiato idea, perché capisco che una normale collaborare con la giustizia e dare anche un'occasione migliore, diciamo, per la mia vita e la vita della mia famiglia e di poterne uscire da questa vita, che non ritengo che sia... che mi appartiene e dare una mano alla giustizia''. Il collaboratore ha poi confessato ai pm che lo stavano interrogando di aver paura per la sua incolumità. "Io ho paura sempre per la mia incolumità, perché c'è con me, in carcere, in questa Sezione, Antonino Siragusa ed è quello che, diciamo, è statò dell'omicidio Fragalà ed io conosco, sia lui sua famiglia…”. Quindi i magistrati sono scesi nello specifico chiedendo se avesse “dei motivi di paura, o delle esigenze relative alla sua incolumità da rappresentare, diverse da quelle che ha già rappresentato in passato”. Lo Iacono ha risposto “ho paura per la mia incolumità", in quanto nella stessa sezione di Antonino Siragusa, uno degli imputati del processo che si celebra davanti alla Corte d'assise di Palermo.

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