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messina denaro matteo eff 2Polizia e Carabinieri da oggi si scambieranno le informazioni
di AMDuemila
Si cambia strategia per catturare il super latitante Matteo Messina Denaro. Sono 24 anni che la Procura di Palermo dà la caccia all'ultimo latitante dell'ala corleonese rimasto in libertà, senza riuscire nella difficile impresa. Ed ora il nuovo coordinatore succeduto, a Teresa Principato, il procuratore aggiunto Paolo Guido, prova a cambiare metodologia sancendo una nuova collaborazione tra Polizia e Carabinieri basata sullo scambio di notizie e informazioni. Cosa che fino a questo momento non era scontata. “Da oggi inizia un nuovo rapporto di collaborazione, ai massimi vertici della polizia giudiziaria - ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo - Abbiamo la necessità di lavorare su un territorio fondamentale nella lotta alla mafia. Da ora, ogni risultato investigativo verrà condiviso”. E la cabina di regia sarà la Direzione distrettuale antimafia che darà l'impulso alla polizia giudiziaria, come ha spiegato il procuratore aggiunto. Una metodologia che servirà ad evitare che carabinieri e polizia si pestino i piedi involontariamente.
Cosa che successe in passato, quando gli investigatori erano sulle tracce di Leo Sutera, mafioso di Sambuca di Sicilia, nell'Agrigentino, convinti che avrebbe potuto portarli dal super latitante, ma altri inquirenti decisero di arrestarlo, facendo saltare la pista seguita dai colleghi.
All'epoca però le indagini sulla provincia di Trapani e Agrigento avevano due coordinatori diversi, ora Francesco Lo Voi, ha affidato le due province ad un unica persona: Paolo Guido appunto.
Ora resta la certezza espressa da Paolo Guido: “abbiamo la necessità urgente di assicurare alla giustizia il latitante Matteo Messina Denaro”.

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