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ilardo luigiImputati boss Enzo Santapaola, Madonia e Zuccaro e un sicario
di AMDuemila
Ultimi atti per il processo sull’omicidio di Luigi Ilardo, il confidente assassinato il 10 maggio del 1996, che si celebra davanti alla prima sezione della Corte d'Assise di Catania. Sotto processo vi sono i vertici di Cosa nostra catanese e della famiglia di Caltanissetta: Giuseppe Piddu Madonia e Vincenzo Santapaola, i presunti mandanti, Maurizio Zuccaro, l'accusa ipotizza essere l'organizzatore del delitto, e Benedetto Cocimano, componente del gruppo di fuoco.
Secondo l’accusa Cosa nostra scoprì che aveva l'intenzione di collaborare con la giustizia, usando il nome in codice ‘Oriente' e lo ammazzò pochi giorni prima che formalizzasse la sua decisione.
L’udienza odierna è stata caratterizzata da schermaglie procedurali e alla prossima udienza, fissata per il 21 marzo, potrebbe essere emessa la sentenza.
La Procura di Catania ha chiesto la condanna all'ergastolo e due anni di isolamento diurno nei confronti dei quattro imputati.
Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti all'omicidio avrebbero preso parte anche Maurizio Signorino e Pietro Giuffrida, entrambi poi deceduti. Per lo stesso delitto il 19 maggio del 2014 il Gup di Catania, Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo, ha condannato, col rito abbreviato, a 13 anni e quattro mesi di reclusione, il boss 'pentito' Santo La Causa, che aveva organizzato dei sopralluoghi per compiere l'agguato, ma che fu poi bypassato nella commissione del delitto che subì un'improvvisa accelerazione. Negli atti dell'inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal sostituto Pasquale Pacifico, sono confluite anche le dichiarazioni, rese nel 2010, dal collaboratore di giustizia Eugenio Salvatore Sturiale, che era vicino di casa di Ilardo e assistette casualmente ad alcuni appostamenti nei pressi dell'abitazione della vittima e poi all'agguato. Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile della Questura di Catania. Dell'omicidio Ilardo si è interessata anche la Procura di Palermo nell'ambito dell'inchiesta sul mancato blitz a Mezzojuso, nell’ottobre 1995, in cui poteva essere catturato il boss Bernardo Provenzano, poi arrestato nel 2006.

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