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di giovanni giuseppe da gds 500di AMDuemila - Video
“Io il mafioso sempre ho voluto fare”. Diceva così Giuseppe Di Giovanni, in una conversazione intercettata nelle indagini che due giorni fa hanno fatto scattare l’operazione “Freezer”, quando è stato arrestato il reggente del mandamento mafioso di Alcamo, Ignazio Melodia, insieme ad altri cinque soggetti, Di Giovanni compreso. Proprio in due abitazioni di proprietà del camionista incensurato, nel corso delle perquisizioni, è stato rinvenuta e sequestrata una considerevole quantità di sostanze stupefacenti - hashish e marijuana - insieme ad armi da taglio detenute illegalmente.
Di Giovanni, indagato per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, si sarebbe messo disposizione, in modo stabile e continuativo, della famiglia mafiosa di Alcamo e in particolare di Melodia, del quale era autista e uomo di fiducia, partecipando ad incontri nel corso dei quali venivano indicate le strategie del sodalizio e compiuto azioni delittuose nell’interesse del boss, nonché programmati atti volti ad impedire il libero esercizio del voto e a procurare ad altri consensi elettorali in occasione dell’elezione del Sindaco di Alcamo. Lo stesso Di Giovanni, in un’intercettazione, si attribuiva il ruolo del mafioso: “…io..io..ave che ho fatto la scelta di fare il mafioso, io “ave” che ho fatto la scelta di fare il mafioso..assai…tutti volevano fare il presidente, chi voleva fare il presidente, io il mafioso sempre ho voluto fare”.



Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti 14 panetti di hashish (per un totale di 7 chili), 2 sacchi ed un sacchetto di plastica di marijuana (del peso di 6 chili), 1 bilancino di precisione elettronico, 39 armi da taglio di varie misure, 49 cartucce calibro 38, 1 machete, 1 sciabola tipo katana, 2 tirapugni, 1 cartucciera con 11 cartucce calibro 16, 1 fucile di precisione ad aria compressa e 2 mazze da baseball.

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