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principato violaIl pentito agrigentino, un uomo dei servizi mi parlò del magistrato Verzera
di AMDuemila
Dopo la rivelazione di minacce dei confronti dei magistrati siciliani Teresa Principato e Marcello Viola, il collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino ha nominato un magistrato (di Palermo, ma a Trapani da due anni e mezzo, scrive il Giornale di Sicilia) spiegando che a parlarne sarebbero stati agenti dei servizi segreti insieme ad un avvocato appartenente alla massoneria. Così, dopo aver innalzato le misure di sicurezza per Viola (attualmente procuratore a Trapani, ma da lunedì a Firenze) e mantenuto il livello massimo di protezione per la Principato (procuratore aggiunto di Palermo) sono state disposte nuove misure di sicurezza nei confronti del magistrato Marco Verzera (fino a questo momento sprovvisto) che nel capoluogo siciliano si era occupato di un'inchiesta per usura bancaria, accusa rivolta al presidente di Banca Nuova, Marino Breganze, e al direttore dell'area commerciale, Rodolfo Pezzotti (entrambi assolti dalla quinta sezione del Tribunale di Palermo).
L'architetto agrigentino, oggi pentito ma sulle cui dichiarazioni ci sono opinioni divergenti, ha rivelato ulteriori dettagli nei confronti di Viola. Il nome del magistrato che a breve sarà trasferito a Firenze sarebbe stato fatto al collaboratore per fare in modo che quest'ultimo chiedesse un interrogatorio al procuratore di Trapani, specificando che poi Tuzzolino avrebbe dovuto indicare l'ora e il luogo. Un episodio dietro al quale potrebbe esserci stata l'intenzione di voler organizzare un attentato. Sul punto sono in corso delle indagini alla Procura di Caltanissetta.
Tuzzolino, oltre che dei rapporti tra il boss latitante Matteo Messina Denaro e la massoneria, ha parlato anche di fatti più vicini nel tempo. Come il racconto di una circostanza nella quale sarebbe stato avvicinato da un uomo appartenente ai servizi che avrebbe elencato le abitudini sulle frequentazioni di Verzera e di alcuni suoi familiari. L'agente segreto avrebbe inoltre fatto una raccomandazione al pentito: di ritrattare le dichiarazioni sulle logge massoniche e di cambiare legale difensore. Per questo, ha specificato Tuzzolino, al pentito si sarebbe avvicinato, sempre nella località segreta dove risiede, un avvocato di Roma vicino alla massoneria.

In foto: i magistrati Teresa Principato e Marcello Viola (da repubblica.it)

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