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di Aaron Pettinari - 3 agosto 2015
Nell'operazione “Ermes” scoperta la nuova rete dei pizzini
Un nuovo passo verso la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro è stato fatto questa notte con l'operazione “Ermes”, coordinata dalla Dda di Palermo, lo Sco, ed eseguita dalle Mobili di Palermo e Trapani, con partecipazione anche del Ros dei carabinieri. Le misure cautelari sono state notificate ai capi del mandamento mafioso di Mazzara del Vallo e dei clan di Salemi, Santa Ninfa e Partanna con le manette che sono scattate per undici persone. Un'indagine segreta, durata tre anni, ha permesso agli investigatori di individuare una masseria a Mazara del Vallo usata come centrale di smistamento dei pizzini inviati al boss di Castelvetrano. Tra gli arrestati figurano gli allevatori Vito Gondola e Michele Terranova. Il primo non è uno qualsiasi. Lo chiamano zu Vitu coffa, già condannato per mafia, che nel Natale del 1991, alla vigilia delle stragi Falcone e Borsellino, Totò Riina volle alla sua destra nella grande tavolata che organizzò a Mazara del Vallo per fare gli auguri ai mafiosi più influenti di Cosa nostra.

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I pizzini giungevano nelle mani di Gondola seguendo una rete di postini, alcuni pure insospettabili. Tra cui, Domenico Scimonelli, titolare di un supermercato a Castelvetrano, e Ugo Di Leonardo, architetto ed ex funzionario in pensione del Comune di Santa Ninfa. Gli inquirenti, che tenevano sotto controllo la zona, hanno accertato che i bigliettini, che erano smistati durante i summit di mafia, venivano nascosti sotto terra.
I messaggi venivano poi prelevati al termine delle riunioni e consegnati ai vari destinatari con regole ferree per la lettura. I pizzini infatti, ripiegati e chiusi con dello scotch, dovevano essere letti e distrutti e le risposte dovevano giungere entro termini prefissati, al massimo 15 giorni.
L’indagine, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Teresa Principato e dai pm Paolo Guido e Carlo Mazzella, è cominciata nel 2011 ed è la prosecuzione delle precedenti operazioni “Golem” ed “Eden” condotte dalla polizia e dai carabinieri e che hanno portato in cella favoreggiatori e familiari del boss. Così gli uomini d’onore sono stati costretti a riorganizzare la rete di comunicazione.

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I summit erano organizzati con grande attenzione utilizzando parole in codice come ‘concime’ e ‘favino’, cereali dati in genere ai maiali. Molti degli arrestati, infatti, sono allevatori.
Gli incontri tra i boss avvenivano nelle campagne, un fatto che ha reso più difficile intercettare le conversazioni.
Dalle indagini è emerso anche un possibile allontanamento di Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per le stragi che hanno insanguinato Roma, Milano e Firenze nel 1993, dalla Sicilia. Ad un certo punto, infatti, era stato registrato un arresto dello scambio di pizzini. E' possibile che gli uomini del boss di Castelvetrano avessero intuito la presenza degli investigatori o davvero Messina Denaro si era spostato in altri lidi?

FOTOGALLERY © by palermo.repubblica.it
Nella masseria la centrale di comunicazione per i pizzini di Messina Denaro


GLI ARRESTATI
Vito Gondola, 77 anni, ritenuto capo del mandamento di Mazara del Vallo; Leonardo Agueci, 28 anni, ragioniere della ditta So.vi.; Ugo Di Leonardo, 73 anni, architetto in pensione; Pietro e Vincenzo Giambalvo, 77 e 38 anni, padre e figlio; Sergio Giglio, 46 anni; Michele Gucciardi, 62 anni; Giovanni Loretta, 43 anni; Giovanni Mattarella, 49 anni, genero di Vito Gondola; Giovanni Domenico Scimonelli, 48 anni; Michele Terranova, 46 anni.

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