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dia-web5di AMDuemila - 22 luglio 2015
Catania. La Dia di Catania ha eseguito un decreto di confisca di beni (per un valore di circa 2 milioni di euro) nei confronti di Roberto Vacante, considerato affiliato al clan Santapaola, marito di Irene Grazia Santapaola, figlia di Salvatore, morto il 3 gennaio del 2003, fratello del boss detenuto Benedetto.
Roberto Vacante risulta essere affiliato alla cosca dagli inizi degli anni '90, quando nell'ambito dell'operazione "Vega" l'uomo fu arrestato insieme ad altri 33 presunti appartenenti al clan Santapaola in quanto ritenuto responsabile di associazione per delinquere mafiosa finalizzata alla commissione di estorsioni, rapine usura ed omicidi. Vacante era stato arrestato una seconda volta il 7 dicembre del 2000 con l'operazione "Zefiro" insieme ad altre 8 persone con l'accusa di associazione mafiosa finalizzata alla commissione di estorsioni ed al gioco d'azzardo. Nuovamente arrestato il 9 ottobre del 2007 nel blitz denominato "Arcangelo", condotto dalla Dia di Catania per associazione mafiosa finalizzata alla commissione di traffico di stupefacenti ed estorsioni.


Vacante è stato sottoposto alla sorveglianza speciale per 2 anni e 6 mesi, con l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Le indagini portate avanti dalla Dia ''hanno permesso di individuare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi prossimi congiunti, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili a Roberto Vacante attraverso la loro intestazione alla moglie Irene Grazia ed al fratello Giancarlo. In particolare - si legge ancora - è stata accertata la capacità reddituale di Vacante e del suo nucleo familiare tra il 1988 ed il 2013, periodo durante il quale sono stati evidenziati forti profili sperequativi tra i proventi dichiarati e il patrimonio posseduto. Da qui la presunzione, accolta dal Tribunale, di un'illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all'inserimento di Vacante nell'ambito del clan'’. La sua appartenenza al clan Santapaola-Ercolano è stata confermata anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Vacante è stato condannato due volte con sentenze passate in giudicato per il reato di associazione mafiosa, la prima nel 2003 a 2 anni e 10 mesi, la seconda nel 2010 a 6 anni.
"Una confisca importante perché viene colpito il patrimonio di un soggetto che si ritiene sia stato operativo nella cosca e per il valore dei beni confiscati” ha dichiarato il procuratore di Catania facente funzioni, Michelangelo Patanè. "E' importante anche perché conferma - ha continuato - che lo Stato è presente. E' pur vero che la malavita si arricchisce di traffici illeciti di ogni tipo e i malavitosi spesso conducono una bella vita, però lo Stato è presente e questi beni, che sono frutto di attività illecite, vengono poi restituiti alla collettività con le misure di prevenzione”.

Fonte ANSA

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