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hotel-panoramic-webdi Rino Giacalone - 2 febbraio 2012
La rete che ha garantito gli affari dell'imprenditore Mazzara coinvolto nell'operazione "Panoramic"
Cannoli (dolce tipico siciliano, a Trapani i migliori sono quelli di Dattilo, frazione agricola di Paceco), favoreggiatori di latitanti, case a disposizione (nella frazione di Dattilo) vicino ad una pasticceria (da qui il detto “casa dolce casa”), impossidenti (milionari), prestanome, avvocati-“fratelli muratori” (toghe, grembiulini e compassi), alberghi, residence e sabbia dorata (quella di San Vito Lo Capo), deputati (anche ex eventualmente), trebbiatori (un po’ anche “gazzusari” – tradotto, venditori di gazzose) che vogliono diventare produttori di documentari televisivi, senator”i” (qui c’è poco da spiegare si tratta di parlamentari che siedono nell’austera sede di Palazzo Madama a Roma, sede del Senato della Repubblica), prestanome, rifiuti, discariche, ottimizzazione (nel senso di ambito territoriale ottimale, Ato), assunzioni, “Pizzimbone” (nel senso di impresa “milanese” specializzata nella raccolta dei rifiuti), Dell’Utri (nel senso di Marcello, ex manager Publitalia, fondatore di Forza Italia, senatore, condannato per mafia vicino ai Pizzimbone), consiglieri (nel senso di politici usi a raccomandare, segnalare e intascare), amici e parenti (nel senso degli assunti su raccomandazione), bar (luoghi di incontro), domenica (giornata preferita per gli incontri al bar), ingegneri, progetti, Borranea (contrada trapanese una volta ridente oggi impuzzolita da rifiuti e destinata a diventare ancora più puzzolente), “carolina” (non come “mucca” ma come nota strada del centro storico di Trapani dove si costruiscono nuovi palazzi), auto e cimici (spesso prezioso binomio per le indagini), industriale (nel senso di area), Matteo (nel senso di Matteo Messina Denaro, boss latitante), il capo del mandamento mafioso di Trapani dove la mafia, fatta da “colletti bianchi”, resta sommersa.

Una rete di collegamenti e rapporti che funziona per tante cose e si scopre appena sollevando di poco il velo che copre l’operazione “Panoramic” condotta a metà gennaio dalla Polizia e dalla Finanza a Trapani e che ha portato al sequestro di 25 milioni di euro ad un imprenditore che dichiara 15 mila euro l’anno. Il fatto è quello che un pregiudicato, tale Michele Mazzara, 52 anni, che nel 1997 patteggiò, così come fece la moglie, condanne per avere ospitato dei boss latitanti, è riuscito a creare un impero imprenditoriale. E tutto questo gli è stato possibile perché dalla sua parte c’è stata la “normalità” di una città come Trapani. Dove l’anormale è la regola, dove il sistema illecito è diventato sistema legale, dove le imprese continuano a pagare la quota associativa a Cosa Nostra e si sono anche liberate dal vincolo di appartenenza a Confindustria, perché tante di queste si sono dimesse dall’associazione imprenditoriale.

Attorno a Mazzara si sono mosse nel tempo tante persone. Un progettista, come l’ing. Salvatore Alestra che ha progettato palazzi per conto di Mazzara e però i cantieri che sono sorti sono risultati intestati ad un altro imprenditore, tale Nicosia, che è poi uno socio di una impresa (Mediterranea Costruzioni) di cui è anche titolare il deputato regionale dell’Mpa (il partito di Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia) Paolo Ruggirello, c’è un ex deputato, tale Giuseppe “Peppone” Maurici, Forza Italia ieri, Grande Sud di Miccichè, oggi, che accompagnava Mazzara e si complimentava per le sue costruzioni che però erano sempre intestate ad un’altra impresa, e nemmeno lui, l’ex onorevole, si chiedeva il perché di questa circostanza, ci sono Maurici e Alestra, quest’ultimo nella veste di amministratore dell’Ato, che si occupano di rifiuti: Maurici poi come presidente del consorzio Asi dà spazio alla Aimeri (leggasi Pizzimbone), la società che raccoglie rifiuti per conto dell’Ato, nell’area del consorzio, dopo qualche resistenza.

Tratto da: liberainformazione.org

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