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Il collaboratore di giustizia sentito al processo per depistaggio della pista nera per l’attentato a Falcone: “Lo Cicero era quasi sempre con Mariano Tullio Troia

Mariano Tullio Troia aveva come uomo di fiducia Alberto Lo Cicero nonostante questi non mi fosse presentato come uomo d’onore. Ma può essere che era ‘riservato’, perché in quel periodo ce n’erano tanti che erano riservati”. Così il pentito Francesco Onorato, ex uomo d’onore di San Lorenzo e killer dell’on. Salvo Lima, parla dell'ex collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero (deceduto da diversi anni) davanti alla Corte di Caltanissetta (presidente Francesco D’Arrigo) nell’ambito del processo contro l'ex carabiniere Walter Giustini e Maria Romeo, la compagna di Lo Cicero. Entrambi sono accusati di depistaggio per le indagini relative alla pista nera per le stragi del '92 in Sicilia. Onorato era già stato sentito lo scorso 16 marzo dai magistrati nisseni, ieri è stato nuovamente sentito a completamento dell’esame. Nelle domande a chiarimento, il teste ha ribadito al pm Nadia Caruso che “Lo Cicero era quasi sempre con Mariano Tullio Troia (detto ‘u mussolini’, negli anni ’90 consigliere del mandamento mafioso di San Lorenzo)”. Veniva spesso nella sua villa, racconta, normalmente frequentata da boss di primo piano, tra cui il “capo dei capiTotò Riina, che venivano per appuntamenti, incontri o riunioni. “Aveva modo quindi di vedere gli altri esponenti di Cosa nostra, a vari livelli, che venivano alla villa”, spiega. Ma ufficialmente, a dire di Onorato, Lo Cicero non era uomo d’onore. O almeno così non gli era stato presentato. Più probabile, invece, che fosse “riservato” in quanto “molto intimo” nell’ambiente. Del resto, non era l’unico, spiega, “perché dopo la collaborazione di Tommaso Buscetta le cose erano cambiate in Cosa nostra, c’erano molti uomini d’onore riservati. Lo stesso Giovanni D’Angelo, che fu colui che mi portò la moto per fare l’omicidio Lima, era riservato non era presentato agli altri”. Durante l’udienza è stato anche sentito Antonino Mancuso, ex Ros dei carabinieri di Genova che era stato incaricato dal proprio comandante di incontrare Maria Romeo riguardo ad alcune minacce ricevute dalla donna. 

Foto © Shobha 

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