“Si sapeva che Troia era molto intimo e amico con questo Guido Lo Porto”, membro di spicco del MSI dai primi anni Settanta fino ai primi anni Novanta e divenuto Sottosegretario alla Difesa nel primo Governo Berlusconi. “Mariano Tullio Troia era il consigliere del mandamento di San Lorenzo. Era uno che praticava la politica. Una volta mi ha detto di votare Lo Porto. Si interessava tantissimo della politica." Così, Francesco Onorato, collaboratore di giustizia, davanti alla Corte di Caltanissetta (presidente Francesco D’Arrigo) nell’ambito del processo contro l'ex carabiniere Walter Giustini e Maria Romeo, la compagna dell'ex collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero (deceduto da diversi anni). Entrambi sono accusati di depistaggio per le indagini relative alla pista nera per le stragi del '92 in Sicilia. Onorato, rispondendo alle domande del pubblico ministero Nadia Caruso e dell’avvocato Emilio Buttigè (difensore di Maria Romeo), ha confermato che il boss Mariano Tullio Troia“era molto intimo con l’onorevole Gioia d'Acquisto, della Democrazia Cristiana. Lo aveva sempre in bocca. Era amico di diversi politici di questo comune". Ma i contatti di Troia non si limitavano alla DC. “Se non ricordo male gli ho sentito parlare di un certo Volo, che poi successivamente si doveva strangolare questo Volo per ordine di Salvatore Biondino" ma non “mi ricordo i motivi, sono cose così lontane".
La casa di Troia: un salotto di potere mafioso
L’abitazione di Troia, situata in zona Inserra, era un punto di incontro per i vertici dell’organizzazione. "Io frequentavo la casa di Mariano Tullio Troia, dove che lui aveva sopra l’appartamento e sotto c’era un grande magazzino dove che dopo la guerra del 1982 si incontrava sempre in questo magazzino dove c’era Pippo Gambino", ha spiegato Onorato. "Venivano Nino Madonia, venivano qualsiasi persona, insomma, di Cosa Nostra e anche amici suoi a trovarlo. In questo appartamento dove che lui abitava, zona Inserra." Tra i frequentatori, oltre ai Madonia, venivano “i Galatolo, venivano i vertici, diciamo, del mandamento." Onorato ha aggiunto: "Io tante volte venivo assieme con Giuseppe Civiletti o con Salvatore Cucuzza e vedevo questo soggetto lì (Alberto Lo Cicero ndr) che non era Cosa Nostra, però era sempre che frequentava la casa di Mariano".
Alberto Lo Cicero: l’uomo “intimo” di Troia
Un ruolo particolare era ricoperto da Lo Cicero, falegname e uomo di fiducia di Troia. "Alberto Lo Cicero io me lo ricordo che veniva sempre lì, si interessava di falegnameria, di cose che gli facevano prendere pure alcuni lavori", ha affermato Onorato. "Era molto legato a Mariano Tullio Troia, lo usava per tanti motivi, era una persona più che altro nelle sue mani”. “Era molto intimo, molto intimo." ha ribadito. La sua vicinanza a Troia destava preoccupazione all’interno dell’organizzazione: "C’era un po’ di preoccupazione in Cosa Nostra perché lui era molto intimo con Troia e con Salvatore Buffa, che all’epoca era sottocapo del mandamento. I fratelli Buffa, sia Salvatore che l’altro fratello, e quindi c’era un po’ di preoccupazione che lui sapesse tante di quelle cose." Onorato ha precisato: "Lui bazzicava, frequentava la casa di Nino, di Mariano Tullio Troia, e mentre frequentava, diciamo che ci vedeva tutti” e quindi “era molto intimo con Mariano Tullio Troia".
I Madonia e i “favori” ai servizi segreti
Onorato ha ribadito dettagli sui rapporti tra i fratelli Madonia e ambienti istituzionali. "Io personalmente ho fatto anche omicidi con loro. Loro si vantavano che negli anni ’70 avevano fatto dei favori per i servizi segreti. In Cosa Nostra era risaputo, e con esponenti di estrema destra", ha dichiarato. "Salvo Madonia, se non ricordo male, aveva questi rapporti con Nino Madonia, se non ricordo male, aveva questi rapporti con queste persone dell’estrema destra." E Stefano Delle Chiaie? “Ne ho sentito parlare diverse volte. Però non mi ricordo in quale contesto. Non è nuovo come nome, ma è un nome che ho sentito sempre in quel periodo, se non ricordo male, insomma”.
Udienza rinviata al 13 aprile 2026, ore 11:00.
Foto © Imagoeconomica
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