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Dal pizzo ai commercianti alla “tassa” sulle famiglie dello Zen, sotto processo il mandamento Tommaso Natale-San Lorenzo 

Nel maxiblitz dello scorso febbraio, che ha portato all’arresto di 180 persone, un’ampia fetta del mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo è finita sotto processo. Ora sono in 35, tra boss e gregari, a scegliere il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Carmen Salustro, a partire dai capi storici della cosca, Nunzio e Domenico Serio. Con loro siedono sul banco degli imputati uomini legati alle famiglie mafiose palermitane, figli d’arte e figure operative che per mesi avrebbero garantito il controllo del territorio, alimentando un sistema di estorsioni capillari. Un vero e proprio sistema che non ha risparmiato nessuno: dai commercianti costretti a pagare il pizzo alle famiglie dello Zen, obbligate a versare una tassa mensile di cinque euro soltanto per il fatto di abitare in quel quartiere.

Ma il racket non si fermava alle porte delle case popolari. A Mondello e Sferracavallo, due vetrine turistiche della città, i ristoranti sarebbero stati obbligati a rifornirsi di frutti di mare da fornitori imposti dal clan, in un sistema di controllo che si estendeva anche alle attività più visibili e redditizie.

Non meno rilevante è anche il fatto che l’inchiesta ha portato alla luce le fratture interne al mandamento. Dopo la scarcerazione dei fratelli Serio, l’organizzazione stava tentando di riorganizzarsi, ma lo Zen era diventato un terreno tropppo instabile. Nei fatti, l’ascesa di gruppi legati a Mirko Lo Iacono aveva reso il quartiere difficile da governare anche per i boss tradizionali. In aula, intanto, lo Stato e la società civile si fanno sentire. Il Comune di Palermo, le associazioni antiracket, i centri per la legalità e le organizzazioni di categoria si sono costituiti parte civile, affiancati da un pool di avvocati, in un processo che punta a colpire non solo i singoli imputati ma l’intero sistema di controllo mafioso presente sul territorio.

Fonte: Palermo Today

Foto © Paolo Bassani 

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