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Il gup del tribunale di Palermo, Lorenzo Chiaramonte, ha condannato a tre anni di carcere, con lo sconto di un terzo previsto per il rito abbreviato, l'imprenditore ed ex titolare delle gelaterie della catena Brioscià, Mario Mancuso: imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e bancarotta fraudolenta, è stato ritenuto colpevole solo dell'ultimo reato contestato. La procura aveva chiesto sei anni e ora valuterà se fare ricorso in appello. L'ipotesi dell'accusa era che dietro le gelaterie, chiuse da anni, ci fosse il boss Michele Micalizzi, tornato libero negli anni scorsi e di nuovo arrestato nel contesto di questa indagine. Micalizzi è genero del capomafia di Partanna Mondello, Rosario "Saro" Riccobono, ucciso nel 1982 con il metodo della lupara bianca: dopo la sua scarcerazione era tornato a comandare nel suo mandamento, con l'ausilio della moglie, Margherita Riccobono, figlia di Rosario. L'ipotesi rimasta in piedi a carico di Mancuso è legata solo al fallimento dei negozi, dichiarato nel 2021 e che portò alla creazione del nuovo marchio Sharbat. Il giudice ha accolto in gran parte le tesi degli avvocati Lorenzo Bonaventura e Riccardo Ruta.

Foto © Imagoeconomica

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