È morto in carcere Rosario Scalia (50enne), nel carcere di Sulmona, ritenuto dagli inquirenti uno dei fedelissimi del sistema mafioso riconducibile a Matteo Messina Denaro. La morte sarebbe avvenuta per infarto, secondo i primi accertamenti dei sanitari del 118.
Tuttavia la Procura della Repubblica di Sulmona ha disposto il trasferimento della salma all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove verrà eseguita l’autopsia per chiarire con certezza le cause del decesso. Originario di Partanna, imprenditore edile classe 1975, Rosario Scalia era indicato come uomo vicino al boss partannese Giovanni Domenico Scimonelli, figura centrale del mandamento Belice e ritenuto anello di collegamento con la rete di protezioni di Messina Denaro.
Scalia stava scontando una condanna a 19 anni e 11 mesi di reclusione per concorso nell’omicidio di Salvatore Lombardo, ucciso il 21 maggio 2009 all’interno del Smart Cafè di Partanna. Secondo la ricostruzione dei giudici, l’imprenditore avrebbe avuto il compito di monitorare e comunicare in tempo reale al mandante gli spostamenti della vittima, permettendo ai killer di intercettarla e assassinarla.
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