Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

"Anche nella mafia ci stanno i ricchi e i poveri. C'è la mafia dei poveracci, che sono quelli che gestiscono per conto dei 'capi' le piazze di spaccio, che fanno le estorsioni porta a porta, o anche quelle più importanti". Lo ha detto, parlando con l'Ansa, il procuratore di Catania, Francesco Curcio. "Quest'anno sono stati raddoppiati i procedimenti per estorsione aggravata dal metodo mafioso - osserva il magistrato - siamo passati a settantotto procedimenti mentre erano una trentina negli anni scorsi. C'è quindi questa mafia che opera sul territorio e che, per fortuna non ammazza, come una volta, ma è violenta, perché le ritorsioni violente le tocchiamo con mano tutti i giorni, pestaggi, sparatorie, atti intimidatori, e così via. E poi - ha sottolineato il Procuratore di Catania - c'è la mafia dei ricchi, che è quella dei grandi appalti, che è sempre più ricca e che ormai ha 'digerito' quelle provviste di denaro mafioso che negli anni '80 e '90 sono state messe in circolazione. Sono diventate parte della sua ricchezza - ha concluso - con la quale controlla tutta una serie di attività economiche".


Mafie albanesi piantano radici in Sicilia

"Nel nostro territorio è importantissimo sicuramente il traffico di droga che pesa moltissimo. L'ndrangheta 'fornisce' e i siciliani gestiscono poi il traffico successivo fino allo spaccio di strada e la logistica" ha detto Curcio. "Abbiamo - ha aggiunto il magistrato - queste realtà siciliane che operano, grazie alle forniture che arrivano dalla Calabria e dagli albanesi, la cui mafia sta anche piantando radici stabili in Sicilia. Grazie alla droga cominciano a entrare nel tessuto sociale grazie all'economia illegale". "Quindi - ha osservato il procuratore di Catania - si inizia a profilare questa mutazione della mafia. Prima esclusivamente narcomafia, adesso più stabile e presente sul territorio. Quello della droga è il principale business e poi c'è quello degli appalti che è ancora sotto il ferreo controllo delle associazioni mafiose. Se i clan non vincono l'appalto ottengono il subappalto, e se non ottengono neppure quello fanno estorsioni importanti, inquinando molto il settore". "Sul traffico di rifiuti - ha concluso - stiamo lavorando, ma allo stato, dopo alcune indagini del passato molto importanti, che hanno portato anche a sequestri, confische di patrimoni, anche per più di 100 milioni nei confronti di soggetti che gestivano la raccolta e lo smaltimento, stiamo continuando a lavorare, ma abbiamo risultati ancora, è presto per poterne parlare".

ARTICOLI CORRELATI  

Catania, la Corte d’Appello blocca scarcerazione boss Mangion: ''È ancora pericoloso'' 

Catania, procuratore Curcio: giovani criminali in attesa 'messianica' per rilascio del boss 

Csm, ricorsi contro nomina di Curcio a Catania: aggiunti Ardita e Puleio contestano i requisiti

 

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos