I Genova non sono solo gli unici a lavorare nel contesto di Mondello, “ci sono altre famiglie che hanno gli operatori che lavorano lì stagionali, per cui non sono solo Genova, ci sono anche altre persone, pure parenti dei Lo Piccolo, che lavorano all'interno con altri comuni”. È questo quanto ha dichiarato il collaboratore di giustizia Maurizio Spataro, intervenendo come ospite in una puntata del creator social Rossano Arrigo, anche noto nel canale come Mister Ross, assieme al deputato dell’Ars Ismaele La Vardera e Sonia Alfano, primo presidente della Commissione Antimafia, Anticorruzione ed Antiriciclaggio del Parlamento Europeo. “Se Genova sta lì è perché l'hanno messo i Lo Piccolo” ha detto Spataro, affermando che il potere della famiglia Lo Piccolo “si spinge fino a tutta Resuttana, San Lorenzo, il mandamento è sempre quello, non ha mai cambiato identità o padrone, tra virgolette”.
Il deputato regionale La Vardera, ricordiamo, nei mesi scorsi si era recato alla spiaggia di Mondello mostrando tornelli e staccionate nei lidi, nonostante la circolare del 13 agosto dell’assessora al Territorio e Ambiente Giusi Savarino, che ne chiedeva la rimozione.
Una volta sul posto hanno ricevuto reazioni pesanti.
Sulla spieggia c’era Raffaele Bocchini, detto Rosarietto, incensurato ma indicato negli atti delle indagini della Squadra Mobile e della SISCO come nipote e autista del capomafia di Resuttana, Salvo Genova.
Dopo l’accaduto La Vardera aveva presentato un esposto alla Guardia di Finanza, segnalando presunte infiltrazioni mafiose nella gestione dello stabilimento balneare in concessione demaniale.
Inoltre la “Immobiliare Italo Belga”, la società che ha in concessione la spiaggia di Mondello, fa gestire i suoi lavori più importanti a una società, la “G.M. Edil Srls”: uno dei suoi dipendenti è Bartolo Genova, uscito dal carcere nel 2021 dopo avere scontato una pesante condanna per associazione mafiosa e arrestato nel 2012 con l’accusa di essere il capo del mandamento di Resuttana, nonché fratello dell’amministratore della “G.M. Edil Srls”, Rosario, che è incensurato ed è anche un dipendente della “Italo Belga”.
“Quel bagnino non era un semplice bagnino, ma era niente poco di meno che il nipote di Salvatore Genova, il capomafia di Mondello; ma non soltanto il capomafia, era addirittura l'autista, viene descritto così dalla polizia, che è appena addestrato a spegnere i cellulari, a seguire lo zio, insomma, un personaggio particolare che non ci accoglie benissimo, anzi tutt'altro, ma spezza l'ombrellone e ci invita, quasi arrivando alle mani, ad andare via” ha commentato il deputato siciliano. “Li troviamo sia il nipote Rosario, il primo nipote, Rosarietto, e l'altro nipote, che ci invitò anche lui ad andare a parlare in ufficio, perché evidentemente in qualche modo era a tutti gli effetti il gestore della spiaggia. Ma questo è un caso che ha veramente aperto un vaso di Pandora e abbiamo evidenziato come, a tutti gli effetti, una delle famiglie mafiose palermitane di spicco”.
“Il prefetto di Palermo ha emesso un'interdittiva, dimostrazione che noi non solo avevamo ragione, ma c'era un concreto rischio di pericolo. Adesso l'obiettivo è l’Italo Belga, perché qua nessuno è fesso. Mi volete far credere che l’Italo Belga non sapesse nulla di questa famiglia Genova? Non era a conoscenza di avere affidato i lavori di smontaggio e montaggio dell’ido a questa stessa famiglia? Beh, io ovviamente non mi faccio prendere in giro” ha concluso La Vardera.
Anche Sonia Alfano si è espressa sul punto, raccontando che già da anni i tornelli e la gestione di alcuni lidi a Mondello rappresentano un problema. Nel 2018 o 2019, mentre era in spiaggia con la famiglia e la scorta, perse un orologio di valore. Chiese ai custodi del lido, ma uno di loro, con indifferenza, negò che potesse trovarsi lì. Due ragazze presenti riferirono invece di aver visto lo stesso custode consegnare l’orologio a un gruppo che lavorava alla stagione. Quando intervennero la scorta e le volanti del commissariato di Mondello, il personale del lido non si scompose e arrivò perfino a impedire alla polizia l’accesso all’interno della struttura.
“La Regione – ha detto – ha rinnovato tacitamente queste concessioni: 110 anni di rinnovo!” ha puntualizzato.
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